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L'area individuata per il teatro tenda di Matera

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Il piano di protezione civile del 2005 indicava Venusio, quello del 2017 La Martella. Il Comune senza area di ammassamento per la protezione civile (la vecchia è stata venduta ai privati e la nuova non è ancora dell’ente), variante “sospesa”


MATERA – «Un rinvio in commissione per poi ritornare al più presto in Consiglio per approvare la variante del Teatro Tenda». Questa è l’indicazione data dal primo cittadino Raffaello De Ruggieri nel Consiglio del 9 dicembre scorso ma la questione del Teatro Tenda stando alle ricostruzioni e al contenuto della delibera appare sempre di più un caso che sta diventando un vero e proprio pasticcio. Di fatto cosa è accaduto che il suolo di Venusio oggetto della variante dove va costruito il Teatro è considerato dalla Regione come l’area di emergenza comunale, cosiddetta area di ammassamento prevista nel piano di protezione civile. E il Comune di Matera che pure ha identificato una nuova area nella zona industriale di la Martella non ne ha ancora acquisito la proprietà. E per farlo oltre all’ok del Consorzio dovrà anche mettersi d’accordo con il privato per l’esproprio e dunque non una passeggiata di salute che per un ente pubblico vorrà dire anche tempo da impiegare. Nel frattempo l’area di ammassamento è obbligatorio per ogni Comune, la Regione la pretende e non vi si può derogare. Del resto quell’area di Venusio oggetto di un’approvazione del Consiglio regionale del 2000 risulta essere l’area indicata dal Comune nel piano comunale di protezione civile preparato nel 2005 e risulta sostituita solo nell’ultimo piano di protezione civile del 2017. Senza però che l’iter in questione sia stato completato.

Di questo si è accorta la Regione che già nel novembre scorso «ha comunicato l’esistenza di un interferenza sull’area interessata dall’intervento, in ragione dell’esistenza di una zona di sicurezza di rango sovra comunale invitando a valutare ipotesi progettuali alternative ed esprimendo parere non favorevole dell’Ufficio regionale di protezione civile». Quando la conferenza di servizi nell’agosto scorso ha  sottolineato l’esistenza nell’ultimo piano di Protezione civile del 2017 di un’altra area di ammassamento su cui il Comune si stava muovendo. La risposta della protezione civile regionale, così come spiegata in delibera è stata netta: «L’Ufficio Regionale di Protezione Civile ha riscontrato la trasmissione del verbale conclusivo della Conferenza  del 22/08/2019, ribadendo la necessità di garantire da parte del Comune di Matera la effettiva e tempestiva messa a disposizione di un’Area Ammassamento Soccorritori e Risorse sovracomunale, in assenza della quale il COM resterebbe privo di un importante presidio per la gestione delle emergenze ed il soccorso della popolazione, con le conseguenti responsabilità».

Per tamponare la situazione  «gli Uffici del Servizio Patrimonio e Protezione Civile, hanno avviato le procedure per l’acquisizione dell’area come prevista dal PPC vigente. In proposito il soggetto proponente ha trasmesso con nota del la disponibilità all’utilizzo dell’area interessata dalla variante, ai fini di Protezione Civile, nelle more del perfezionamento delle procedure di acquisizione della nuova zona di sicurezza di rango sovra comunale». In sostanza il privato a dato disponibilità avendo la variante di concedere l’area come area di ammassamento in attesa che il Comune acquisisca l’area della zona Paip di La Martella. Ma può bastare? Un groviglio complicato difficile da risolvere in pochi giorni o in poche ore. Soprattutto dalla “granitica maggioranza” che sorregge in questi giorni De Ruggieri. Un groviglio che forse con un po’ di accortezza si poteva evitare?

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