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Lo studentato di Matera in costruzione

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Lo studentato a Matera sarà pronto a fine estate: ospita circa 160 posti letto, il 20% a portatori di handicap. Energia pulita, no a uso di gas


Negli anni ci avevano abituati a annunci di apertura con date che, alla fine, erano diventate numeri inutili da snocciolare.
Poi il passaggio, dopo che la precedente società è fallita, ha segnato le tappe e ora la data è molto più concreta e affidabile.
Lo studentato di Matera aprirà per consentire che i primi universitari possano occupare stanze e spazi comuni già nel prossimo anno accademico. Lo conferma il direttore tecnico Sandro Cutrignelli che ieri ha guidato il primo tour in vista della riapertura per fare il punto sullo stato dell’arte del cantiere.

Quasi 9000 metri quadrati di superficie (di cui 6500 per le aree comuni e residenze oltre a locali tecnologici per circa 400 metri quadrati e altri 2000 di spazi circostanti), circa 160 posti letto di cui il 10% destinati a portatori di handicap (con bagno singolo e eventualmente a accompagnatori, ndr.). Spazi comuni, mensa, aree esterne per il tempo libero, struttura interamente libera da barriere architettoniche. Ognuno dei quattro piani che compongono il palazzo è di 900 metri quadrati. E soprattutto: gas bandito da ogni utilizzo e ricorso a pannelli solari per l’autonomia energetica dell’intera struttura.

Ettore Stella, il cui progetto neorealista è tutto nell’imponente edificio accanto al Campus di Lanera, sarebbe stato soddisfatto per il rispetto riconosciuto al suo lavoro e per lo sguardo al futuro che ne aveva caratterizzato l’opera. «I nostri piani di produzione prevedono l’ultimazione entro settembre per consentire l’ingresso degli studenti nel prossimo anno accademico – conferma Cutrignelli – . Nello stesso periodo, probabilmente, non potremo completare le sistemazioni esterne – aggiunge – . Nel criterio compositivo abbiamo utilizzato il criterio del modulo abitativo composto da due stanze, una singola e una doppia, con bagno in comune. La struttura ospiterà la biblioteca, probabilmente anche una palestra, ristorante, aule studio, zone di socialità uffici dell’Ardsu».

Per il direttore tecnico, inoltre, molto importanti sono anche le lunghe balconate che si affacciano sulla chiesa di S. Antonio e il vicino parco del Campus di Lanera. «Saranno larghe 2,50 metri e lunghe quasi 90 metri; è come se fosse un lungo di ritrovo all’esterno con un panorama non indifferente».

L’accesso per gli studenti avverrà da via Castello, parallela all’edificio, in tutta la sua lunghezza, grazie a una rampa di ingresso. «Le camere saranno di grandezza che varia dai 18 agli oltre 22 metri quadrati». Particolare importanza assegnata a tutti i criteri antisismici (anche grazie all’uso di fibre di basalto e giolite, ndr) e antincendio.
Osservando lo studentato non si può pensare ai giovani morti a L’Aquila durante il sisma che distrusse la città. Da quel momento è cambiata la normativa, si sono dovuti adeguare alcuni passaggi?

Lo spiega molto chiaramente ancora Cutrignelli. «A L’Aquila tutto avrebbe funzionato bene se non ci fossero state delle attività successive che hanno eluso i principi, interventi errati che hanno determinato quell’evento catastrofico. Nel frattempo ci sono state due modifiche delle norme tecniche di costruzione che il nostro edificio rispetta perfettamente». Presente al sopralluogo anche Nunzio Olivieri, delegato della Igc.

«Ci sta aiutando un rapporto davvero costruttivo con la Regione – dice – a cui va dato merito di avere avuto continua capacità di ascolto di ciò che avviene nel cantiere e di avere una presenza sulla filiera di comando. Produciamo contabilità quasi ogni mese, i tempi di pagamento sono abbastanza celeri e i problemi portati anche all’attenzione della Direzione generale delle Infrastrutture, vengono esaminate e definite. Contrattualmente la scadenza è per fine maggio; siamo in attesa dell’approvazione di una perizia di variante e speriamo di chiudere i lavori per fine agosto».

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