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GARAGUSO – Un altro anno scolastico inizia, l’ennesimo, senza la nuova scuola di Garaguso, il cui nuovo edificio, realizzato dopo il terremoto dell’80 e rimasto incompiuto.
Il sindaco, Francesco Auletta, ha scritto al prefetto, affinchè un suo intervento possa essere risolutivo a problemi annosi, che incidono negativamente per il piccolo centro del Materano.


«Mi vedo costretto a chiederLe aiuto -scrive il primo cittadino- per risolvere due emergenze vitali che da qualche anno lentamente procurano e procureranno con il passare del tempo la morte della mia comunità di garagusani. Le due emergenze, sollecitate anche più volte, riguardano: l’aspetto dell’edilizia scolastica, ovvero l’ultimazione del fabbricato che ospitava e che dovrebbe ospitare le scuole medie, elementari ed asilo. Il fabbricato, demolito in seguito al terremoto del 23 novembre 1980, allo stato attuale non è stato ultimato, per carenze finanziarie non ottenute dalla Regione Basilicata.


Poi c’è l’emergenza della viabilità provinciale 277 che inizia dallo scalo Grassano\Garaguso\Tricarico fino a Garaguso e la viabilità provinciale 112 che collega la trasversale Cavonica a Garaguso. Tali strade sono in condizioni disastrose in manifesta carenza di tutela per la pubblica comunità. Le chiedo urgentemente un incontro alla presenza anche di un rappresentante regionale per l’edilizia scolastica e un rappresentante della Provincia per la viabilità.


La presente riveste carattere di massima urgenza alla luce delle gravissime conseguenze in caso di non risoluzione delle dette problematiche.
Inizia un nuovo anno scolastico e L’amministrazione comunale si vede costretta, ancora una volta, a sacrificare il palazzo Revertera museo e luogo visitato da turisti, per il secondo anno, adibendolo a plesso scolastico. «Marzo 2020 l’Italia si ferma -ha spiegato Auletta- chiuse causa pandemia mondiale scuole e università. Come l’intera Nazione, anche la nostra piccola comunità si accingeva ad applicare le nuove direttive del governo e, per ottemperare alle norme di sicurezza al primo suono della campanella le classi della scuola secondaria di I grado assieme alla primaria furono posizionate in edifici “di transizione”, in attesa che la nuova struttura scolastica venisse ultimata. A settembre scorso con l’attuazione del protocollo anti Covid: distanziamento, uscite scaglionate e diversificate, sanificazioni, cera la necessità di avere a disposizione almeno il doppio dello spazio, ma come si fa?


Può una piccola comunità, già scossa dagli eventi traumatici dell’attualità, vivere un ennesimo dramma? Sì, perché sacrificare l’istruzione dei ragazzi, in particolar modo in periodo simile è un vero e proprio dramma umano e sociale. Il tempestivo intervento dell’Amministrazione comunale permise che lascuola secondaria venisse “momentaneamente ubicata” presso il Palazzo Revertera, luogo adibito a museo storico iconografico sulla caccia archeologia a centro documentale, pur di aiutare la propria comunità. Ma Garaguso è un piccolo centro, le nuove generazioni stanno già pagando lo scotto di una modernità e quotidianità, che li priva di tanto e li porta via a causa di tanti o forse troppi servizi che mancano.

La scuola ha bisogno di spazi adeguati per nutrire le menti di domani e un piccolo paese destinato allo spopolamento ha bisogno di cultura, tradizioni per farsi conoscere e rinascere. Mi domando: è corretto perseverare in situazioni “momentanee” che durano anni, quando azioni tempestive e mirate possono dare un cenno di rinascita e speranza ai nostri figli?».

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