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Il consiglio comunale di Policoro

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POLICORO – Quasi tutto il consiglio comunale di Policoro, sindaco compreso, rischia di dover entrare in quarantena, per via della partecipazione del consigliere Carmine Agresti, poi risultato positivo al Covid, alla riunione dell’assise lo scorso 5 novembre. La notizia, che circolava ufficiosamente in città già da lunedì, è stata confermata ufficialmente ieri mattina dal sindaco, Enrico Mascia, che ha convocato in una video conferenza tutti i partecipanti alla riunione della massima assise cittadina, compresi gli operatori di una emittente televisiva locale e persino il traduttore nel linguaggio dei segni.

Il timore è che la convivenza forzata di circa un’ora e mezza con il consigliere Agresti, abbia generato un pericoloso focolaio. Per questa ragione, il sindaco ha disposto per stamane una batteria di tamponi per tutti, presso il drive-in allestito davanti all’ospedale di Policoro. L’adesione all’esame diagnostico è assolutamente volontaria, ma quantomai opportuna. Agresti, come tutti gli altri, ha indossato la mascherina durante il Consiglio, ma ha comunque votato per l’elezione del presidente, toccando penne e fogli prima di lasciare l’aula. Il consigliere è anche un dipendente in forza al Distretto sanitario cittadino, che per questa ragione è stato chiuso al fine di consentire la necessaria sanificazione dei locali.

Nei giorni scorsi, il caso ha determinato la diffusione di una serie di voci incontrollate e smentite dall’interessato, ovvero che fosse già febbricitante la sera del Consiglio, ma avrebbe partecipato ugualmente alla votazione del presidente (Francesco Mitidieri poi eletto), per la concomitante assenza di altri colleghi di minoranza e maggioranza, quindi per sopperire alla penuria di numeri. Un’insinuazione respinta dallo stesso Agresti, sentito dal Quotidiano, mentre è in quarantena a casa con una debole febbre. Come lui anche altri due membri della sua famiglia, probabilmente contagiati nella stessa occasione. «Giovedì sera non avevo alcun sintomo, nè febbre -ci ha detto Agresti- per questo sono andato in Consiglio. La febbre è comparsa venerdì mattina, con sintomi che mi hanno indotto a chiedere il tampone. Sabato l’ho fatto ed ho appreso della positività, quindi ho avvisato chi di competenza, per le opportune contromisure».

Le malelingue insinuano che il consigliere già giovedì mattina si fosse assentato dal lavoro per motivi di salute, ma Agresti, pur ammettendo l’assenza, al Quotidiano smentisce seccamente di averla fatta per i sintomi del Covid; così come smentisce che il figlio, negativo al Covid, sia positivo e persino ricoverato in gravi condizioni. La ricostruzione del consigliere, corrisponde perfettamente a quella fatta ieri mattina dal sindaco durante la video conferenza. Infatti, Mascia ha sottolineato di essere rimasto all’oscuro della positività di Agresti almeno fino a sabato scorso, quando ha appreso la notizia ma solo in via informale. La conferma sarebbe arrivata martedì, quindi si sarebbe attivato per avvisare tutti i consiglieri presenti e predisporre la macchina dei tamponi stamane. Tutti si augurano che, grazie alla presenza delle mascherine ed a un certo distanziamento, il consigliere non abbia infettato nessuno, seppure non consapevolmente.

Sullo sfondo resta, però, un dato certamente da stigmatizzare: all’ingresso del municipio esiste la colonnina del termoscanner; perché nessuno dei consiglieri presenti in municipio, ha pensato che fosse necessario verificare almeno la temperatura corporea, prima di trovarsi insieme agli altri nell’aula dell’assise? C’è chi replica dicendo che il termoscanner è collocato in un punto lontano dall’ingresso diretto all’aula consiliare, ma forse sarebbe bastato farsi due passi, per essere almeno assolutamente certi di non avere la temperatura superiore a 37,5 gradi. Chi può dire, infatti, che al di là di Agresti, che dice di non essere entrato con la febbre, non ci fosse qualcun altro potenzialmente infetto? Con i numeri che si stanno registrando in Basilicata, ed anche a Policoro, certe leggerezze non sono ammissibili.

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