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I problemi a Matera restano gli stessi, il tempo è concetto labile: esami e risonanza, ormai un calvario. Nel primo caso in alcune strutture il budget sarebbe finito, l’altra prestazione fra un anno liste d’attesa.
Basta la pazienza? Probabilmente no, quando si tratta di sanità a Matera. È quello che deve aver pensato Teresa (questo il suo nome di fantasia) , 60 anni, che al momento della prenotazione all’ospedale Madonna delle Grazie di una risonanza magnetica a encefalo e tronco, si è vista assegnare la prima data utile a maggio del 2027. Nell’incredulità della stessa addetta alle prenotazioni, non ha potuto far altro che accettare e augurarsi di riuscire a attendere per i prossimi 12 mesi un esame che abitualmente dovrebbe prevedere tempi più rapidi ma che nella realtà si muove tristemente con questa tempistica.
Incredulo anche Luigi (anche questo nome di fantasia) che dovendo fare esami del sangue e controlli di routine, si è sentito dire da una struttura privata materana, accreditata, che al momento il budget era finito e che avrebbe dovuto attendere fino a maggio. In entrambi i casi non si può che ragionare per ipotesi (alcune delle quali credibili) che comunque non possono che condurre a un corto circuito che si ripercuote sui cittadini e sul loro diritto alla salute sancito dalla Costituzione. Teoria? Forse, perchè la realtà consegna ben altri risultati.
MATERA: ESAMI E RISONANZA, ORMAI UN CALVARIO, LE CRITICITÀ NELL’ASSEGNAZIONE DELLE PRESTAZIONI CONVENZIONATE
Sul budget mensile terminato, sarebbe utile comprendere quali sono i criteri di assegnazione che, già in più di un caso in città, hanno costretto alcune strutture a rifiutare prestazioni convenzionate, aprendo come accade sempre più spesso le porte solo a chi può affrontare la spesa prevista nei casi delle prestazioni sanitarie. Per quanto riguarda, poi, il servizio di risonanza magnetica gli elementi potrebbero essere molti di più a cominciare, ad esempio, dal personale che potrebbe essere insufficiente, per arrivare poi alle famigerate agende ospedaliere nelle quali confluiscono anche le prestazioni per i degenti o (ma si tratterebbe comunque di casi che non influirebbero in modo significativo sulle prenotazioni complessive) dei casi in cui chi decide di effettuare l’esame in privato, non annulla la prenotazione già effettuata in ospedale.
UN DISAGIO CRONICO NONOSTANTE LE MISURE DI EMERGENZA
E sono purtroppo le ipotesi a tenere banco perchè a quanto pare nemmeno le aperture festive riescono a alleggerire il disagio, mentre i tempi di un esame restano ancora lunghi. È ovvio che a fare la differenza è la classe di riferimento (che passa dall’urgenza alla breve, alla programmata e differibile) ma resta il fatto che l’attesa non è una eccezione da troppo tempo.
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