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“L’osservatorio” realizzato sulla Murgia vicino la chiesa di Sant’Agnese

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Le opere del Parco della storia dell’Uomo sono conformi al piano del Parco, almeno per la parte urbanistica e per il resto richiederanno un sopralluogo sul posto per verificare se altri interventi possano essere in contrasto con quanto contenuto nel piano stesso. E’ questa sostanzialmente la risposta che il dirigente all’urbanistica del Comune Felice Viceconte ha nei giorni scorsi, come uno dei suoi ultimi atti prima del pensionamento, consegnato al sindaco Bennardi circa i lavori sulla Murgia nell’ambito del Parco della storia dell’Uomo.

Viceconte dice sostanzialmente che non ci sono trasformazioni urbanistiche e che non c’è bisogno di una vie. Su tutto il resto dei rilievi fatti dalle pedane ai muretti a secco, al riporto di terreno non viene espressa una valutazione ma più semplicemente indicata la necessità di una verifica e di un sopralluogo in modo da poter affrontare la questione al momento del sopralluogo stesso. Di certo però la posizione presa ieri dal sindaco della città Domenico Bennardi sulla scorta della relazione del dirigente, di altri pareri di enti interessati sembra chiudere definitivamente e completamente la faccenda lasciando poco spazio ad ulteriori interventi.

Accantonamento ipotesi pure avanzate recentemente da forze a sostegno della maggioranza che andavano verso un passo indietro, un ripristino dello stato dei luoghi o addirittura una sospensione in extremis dei lavori. Posizioni, le ultimi del Comune alla luce della risposta del dirigente che vanno in una direzione contraria rispetto a quanto osservato attraverso la richiesta di conformità dal consigliere comunale Mario Montemurro che lo stesso Bennardi aveva indicato come rappresentante del Comune nel Parco della Murgia anche se l’iter non si sa bene se è stato completato. E che avanza dubbi sulla conformità dei lavori alle norme del Parco. Di certo alle accelerate di Montemurro rispondono negli ultimi mesi le frenate del Comune.

«In questi mesi, da più parti sono stati sollevati dubbi sulla legittimità dei lavori in via di ultimazione nel Parco della Murgia materana.
Associazioni ambientaliste, consiglieri comunali e semplici cittadini hanno seguito con particolare attenzione l’esecuzione delle opere, e io stesso ho effettuato numerosi sopralluoghi» scrive Bennardi. «Ho particolarmente a cuore la tutela del nostro Parco e delle sue inestimabili bellezze naturali e paesaggistiche e sono consapevole che senza tutela non ci può essere alcuna valorizzazione del bene.

Il progetto per questi lavori – come la città ricorda – fu approvato nel 2019 con il concerto di numerosi enti: Comune di Matera, Regione Basilicata, Soprintendenza ed Ente parco e base di questo Invitalia aveva indetto le gare d’appalto.

Ai soggetti coinvolti, ciascuno per quanto di propria competenza, spetta il ruolo di vigilare, nell’interesse della comunità, sulla conformità dei lavori rispetto al progetto approvato. Sin dal suo insediamento, la nuova Amministrazione ha condotto questo accertamento in maniera scrupolosa, e continuerà a farlo fino al collaudo delle opere.

Ma, a fronte di una puntuale relazione nella quale veniva denunciata la non conformità del progetto approvato nel 2019 rispetto alle regole vigenti, ho ritenuto opportuno chiedere chiesto una dettagliata analisi al dirigente di settore e agli uffici comunali» scrive Bennardi. «Secondo questa valutazione tecnica, non sussistono i gravi problemi e le violazioni procedimentali e sostanziali che sono state segnalate; una valutazione che è conforme anche a quella trasmessa da altri enti coinvolti e dalla stessa Invitalia.

Tuttavia, considerato l’eccezionale pregio del nostro Parco per i valori identitari della cultura e del paesaggio che esso esprime, resto dell’avviso che sia utile, prima che i lavori siano chiusi, svolgere un ulteriore sopralluogo con tutti gli enti coinvolti e, perché no, con una delegazione di cittadini interessati per verificare anche in loco la fondatezza dei dubbi sollevati.

Il mio auspicio è che la città possa finalmente riappropriarsi del Parco della Murgia» conclude Bennardi, «in un clima di massima concordia».

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