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MATERA – Al danno di aver subìto quattro ore di disastro (LEGGI LE NOTIZIE SUL NUBIFRAGIO DEI GIORNI SCORSI), si sta aggiungendo la beffa di dover rassicurare i turisti, che rinunciano a visitare Matera, per la paura ingiustificata di trovare una città devastata.
Sono decine, infatti, le disdette che in queste ore stanno arrivando a B&b, alberghi e ristoranti, da parte di comitive di turisti che temono di trovare i Sassi come un campo di guerra, quindi di non poterli visitare in tranquillità.
Nulla di più falso, come si affrettano a garantire gli operatori turistici, che stanno subendo seri danni economici dal clamore mediatico nazionale. Matera come Venezia? Certo, un paragone che onora la città dei Sassi sotto il profilo culturale, ma nella narrazione di questa ondata di maltempo è stato un accostamento quantomai forzato e non rispondente alla realtà.
Infatti, seppure Matera abbia subìto danni, in alcuni casi anche importanti, è già riuscita a rialzarsi, ripristinando decoro e bellezza nei rioni di tufo. Venezia, invece, sta ancora combattendo contro gli effetti devastanti dell’acqua alta, con un’altra ondata arrivata ieri mattina. Forse la telefonata del presidente Mattarella, con il suo importante strascico mediatico, ha ulteriormente avvicinato le due città agli antipodi del Belpaese. Quindi, vicinanza culturale e prestigio artistico sì, ma fortunatamente Matera è ben lungi dall’aver provato la devastazione in atto a Venezia. Quindi, le disdette dei turisti, che rischiano di trascinarsi ancora per molti giorni, non hanno alcuna ragion d’essere.
La città si sta rialzando, con la messa in sicurezza di alberi pericolanti e strade, ma si registra l’allarme di “Rete imprese per l’Italia” (Confcommercio, Confartigianato, Cna e Confesercenti), che denunciano la necessità di maggiore manutenzione in tutta la città.
«Si tratta di fenomeni fuori dalla media -si legge in una nota- una vera e propria “bombe d’acqua” accompagnata da tempesta ciclonica) con i quali purtroppo dobbiamo imparare a convivere, ma siamo a segnalare casi di allagamenti diffusi soprattutto in via Lucana, via Cappelluti, via XX Settembre, via Pentasuglia, piazza Vittorio Veneto, rioni Sassi, ecc.; ciò che si evince è che i tombini per lo smaltimento delle acque fossero occlusi da erbe infestanti, fogliame e sporcizia in genere che non hanno certamente giovato allo scorrimento delle acque piovane le quali si sono riversate nei negozi. La mancata manutenzione dei predetti tombini non è certamente occasionale ma, come hanno dimostrato i commercianti, frutto di incuria e abbandono visto che in molti casi sono nate piante e addirittura arbusti che con le loro radici hanno notevolmente contribuito ad intasare le griglie.
Pertanto, ormai come è nostro fare siamo a chiedere che l’Amministrazione comunale -concludono- metta a regime la manutenzione dei tombini e delle griglie di scolo delle acque affinché tali situazioni, giudicate sempre più frequenti in futuro, non abbiano e verificarsi o comunque limitino i danni; per l’immediato i danneggiati stanno valutando la possibilità di richiesta risarcimento danni. Infine chiediamo di essere auditi per meglio esporre quanto loro riferito e per ottenere assunzione di impegni concreti per il futuro affinché tali fatti non si ripetano».

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