Matera semideserta al mattino
1 minuto per la letturaLUGLIO è sempre stato un mese su cui gli operatori turistici di Matera non hanno mai puntato ma quest’anno, a complicare le cose, ci si è messo anche l’effetto dei cambiamenti climatici e il gran caldo. Le presenze in città registrano un calo dei gruppi, mentre i visitatori in coppia o in famiglia, prevalentemente stranieri, segnano un 54% di occupazione nel weekend appena concluso. Richieste e prenotazioni arrivano prevalentemente da Stati Uniti, Germania, Francia e Paesi Bassi. Quanto al turismo di prossimità e, più in generale, italiano i numeri si riducono.
Gli operatori, però, non sono costretti a fare i conti solo con gli arrivi e le presenze ma anche con un fattore che fino a qualche anno fa sarebbe stato impensabile: il cambiamento climatico. Si è appena conclusa infatti una settimana di caldo torrido e se ne attende una altrettanto calda e per questo in alcuni casi nelle scelte per visitare Matera, si cominciano a preferire gli orari serali e a modulare i giorni di permanenza, considerando anche la vicina costa jonica che potrebbe offrire un clima più accettabile.
Secondo una recente ricerca dell’Enit il fenomeno coinvolgerà tutte le Regioni e destinazioni turistiche, con più 500 mila imprese e oltre 3 milioni di lavoratori nella filiera allargata che nell’insieme contribuiscono a più del 10% del Pil. Una sfida che richiama a una profonda riflessione tutte le destinazioni, Matera compresa. Si tratta, in sintesi, di un elemento che deve essere analizzato per offrire soluzioni che non danneggino l’offerta delle città d’arte come Matera e al tempo stesso garantiscano soggiorni adeguati ai visitatori che arrivano ogni anno da tutto il mondo.
Quella del cambiamento climatico è dunque una voce che non potrà restare fuori dal dibattito sulle politiche turistiche che si sta per avviare.
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