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Il mobile imbottito nell’ambito del manifatturiero è solo parzialmente ripartito ieri

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MATERA – E’ una ripresa a ritmo lento quella che è avvenuta ieri nei settori del manifatturiero e dell’edilizia che hanno potuto riaprire i battenti grazie al decreto del presidente del Consiglio dei ministri che di fatto ha dato avvio alla fase 2. In realtà però poche erano le aziende già pronte, molte quelle che hanno accesso i motori e stanno meditando sulle modalità con le quali poter cominciare a lavorare.

«Si tratta di una ripresa lenta non per tutti e con diverse eccezioni, servirà qualche giorno per capire effettivamente cosa si rimette in moto ma al momento posso dire che siamo circa al 20% per cento delle imprese di cui si parla» spiega il segretario della Fillea Cgil di Basilicata Fernando Mega che ha verificato come alcuni comparti abbiano bisogno di tempo e di verifiche accurate anche sotto il profilo della sicurezza prima di poter ripartire. A confermare le parole di Mega anche il segretario regionale della Feneal Uil Cosimo Paolicelli: «si sta ripartendo piano piano. Nel mobile imbottito è toccato alla Natuzzi che sta lavorando su un turno e per la quale abbiamo lavorato con attenzione per predisporre il piano della sicurezza e che ora sta concentrando anche una parte della produzione sulle mascherine sia per il fabbisogno interno ma presto anche per allargare ancora di più la produzione. Natuzzi è partita in Puglia ma anche a Jesce e La Martella. Le altre aziende invece sono in una fase di verifica e di attesa rispetto alle scelte, in qualche caso si attende che partano aziende più grandi per trainare tutto un indotto che comunque ancora c’è per quanto riguarda il settore. Nel solo materano parliamo di circa 2000 persone che lavorano in questo settore.
Quanto invece all’edilizia speriamo che una serie di cantieri si riprendano al più presto a cominciare dalla Tito-Brienza che non vogliamo abbia ulteriori rinvii» spiega Paolicelli. «Nel materano le ristrutturazioni che erano state programmate per lo sviluppo turistico soprattutto nei Sassi sono ferme. Speriamo che riprendano a pieno cantieri come quello della Bradanica dove lavorando all’aperto non dovrebbero esserci particolari problemi per definire un piano di sicurezza e anche per quanto riguarda lo Studentato».

Di fatto anche in questo caso la ripresa è apparsa lenta e molte sono le aziende che si avvieranno solo nei prossimi giorni. «A Matera» conclude Paolicelli, «ha ripreso il suo lavoro anche la Italcemente mentre la Ila Laterizi ha riaperto per far partire i carichi che erano già pronti a viaggiare, per tornare pienamente operativi con la riaccensione del forno serviranno alcuni giorni». Il 4 maggio è stata dunque la data in cui i motori di molte attività hanno ripreso vigore ma di fatto la piena operatività di settori come il manifatturiero e l’edilizia che trainano spess l’economia richiederà ancora alcune settimane di tempo.

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