Antonio Mutasci
1 minuto per la letturaL’editore del L’Altravoce – Il Quotidiano ricorda il giornalista scomparso prematuramente ieri, martedì 21 aprile. «Il vuoto che lascia Antonio Mutasci non è solo quello di un professionista che mancherà, ma quello, più profondo, di una voce che sapeva raccontare senza alzare il tono»
Ci sono notizie che non si vorrebbero mai scrivere. La scomparsa prematura di Antonio Mutasci appartiene a questa categoria: quelle che interrompono non solo un percorso professionale, ma una presenza discreta, seria, riconoscibile. Antonio Mutasci è stato un giornalista sportivo nel senso più autentico del termine.
Non semplicemente un narratore di risultati, ma un interprete attento di ciò che lo sport rappresenta: comunità, passione, identità. Lo ha fatto con misura, con rispetto, senza mai indulgere a quelle scorciatoie che oggi troppo spesso impoveriscono il racconto. Nel suo lavoro, anche nella collaborazione con l’Altravoce – il Quotidiano, emergeva una cifra rara: la capacità di esserci senza sovrapporsi, di raccontare senza forzare, di mantenere sempre un equilibrio tra competenza e umanità.
Una qualità che non si insegna e che, proprio per questo, lascia un segno. La sua scomparsa non è solo una perdita per il giornalismo sportivo, ma per un modo di intendere questa professione: fatto di rigore, passione e rispetto delle persone prima ancora che delle notizie.
Alla moglie Nicoletta, alla sua famiglia, ai colleghi e a quanti gli hanno voluto bene, giunga il nostro cordoglio più sincero. Il vuoto che lascia Antonio Mutasci non è solo quello di un professionista che mancherà, ma quello, più profondo, di una voce che sapeva raccontare senza alzare il tono. Ed è proprio questo, oggi, a renderla ancora più preziosa.
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