INDICE DEI CONTENUTI
Stasi in Consiglio comunale: « Si deve ripartire con Matera 2026, La città sia laboratorio di cultura, innovazione e dialogo». Lo sostiene il Circolo La Scaletta che rispolvera modello di cooperazione interregionale.
“Il 2026 non deve essere un anniversario da celebrare, ma un punto di ripartenza. Matera può e deve tornare a essere un laboratorio di cultura, innovazione e dialogo per tutto il Mediterraneo”. Con queste parole il vicepresidente Paolo Emilio Stasi, in rappresentanza del Circolo “La Scaletta”, ha aperto il suo intervento durante il Consiglio comunale aperto dedicato al futuro della città e alla candidatura di Matera Capitale del Mediterraneo 2026. Stasi ha portato i saluti del Presidente, Francesco Paolo Di Pede, e del Consiglio direttivo del Circolo, ricordando come “La Scaletta” – storica fucina culturale materana – sia da anni impegnata a immaginare un nuovo orizzonte per il Mezzogiorno.
SATI PARLA DELLA SFIDA DELLO SPPOLAMENTO E LA CARTA DI MATERA
“Da tempo – ha spiegato – collaboriamo con associazioni e amministrazioni di tutto il Sud per costruire una visione comune. Le sfide dello spopolamento, della denatalità e dell’emigrazione giovanile non riguardano solo la Basilicata, ma l’intero Mezzogiorno”. Da questa riflessione, tre anni fa, nacque un movimento spontaneo di dialogo tra sindaci e associazioni che portò alla Carta di Matera, documento sottoscritto da una quarantina di realtà del Sud. La Carta nasceva in risposta al dibattito sull’autonomia differenziata e proponeva un modello di cooperazione interregionale, superando i confini amministrativi per condividere servizi, strategie e risorse. “È tempo di unire, non di dividere – ha ribadito Stasi –. Le regioni devono imparare a collaborare. Il futuro non è nei confini, ma nelle reti”. L’intervento di Stasi ha tracciato un orizzonte che va oltre i confini nazionali: l’idea di una macroregione euromediterranea, capace di connettere il Sud Italia ai Paesi che si affacciano sul Mediterraneo.
MATERA POLO DI RIFERIMENTO PER IL MEDITERRANEO: DUE INIZIATIVE CHIAVE PER IL 2026
“Abbiamo interlocuzioni reali con diverse realtà del Mezzogiorno – ha spiegato –. Il Sud, se sostenuto da nuove politiche di sviluppo, può diventare un polo di riferimento per cultura, innovazione e sostenibilità. Matera, in particolare, ha competenze uniche nel recupero del patrimonio rupestre, che accomuna tante città del Mediterraneo”. Nel percorso verso il 2026, “La Scaletta” ha presentato due iniziative chiave: Tre giornate di studio interregionali, ospitate in Campania, Molise e Basilicata, con il logo “Matera Capitale del Mediterraneo”, per approfondire i temi della Carta di Matera e costruire un dossier strategico da presentare nel 2026 alle istituzioni europee.
Poi anche la ripresa delle Grandi Mostre, interrotte nel 2020, con un nuovo ciclo dedicato al dialogo tra le tre grandi religioni monoteiste del Mediterraneo. Un progetto che unisce arte e spiritualità e che punta a fare di Matera non solo “Capitale della Cultura”, ma anche “Capitale del dialogo. Solo l’arte può riaprire un canale di comunicazione tra popoli oggi divisi – ha commentato Stasi –. Vogliamo che Matera diventi un ponte di pace e confronto, un luogo dove il Mediterraneo dialoga con se stesso”.
RECUPERO DEI PRESIDI CULTURALI
Nel finale del suo intervento, Stasi ha richiamato l’esperienza di Matera 2019, ricordando come la pandemia e la perdita di alcuni presìdi culturali (Film Commission, Ufficio cultura, Apt ecc.) che il Circolo auspica possano essere reinsediati in città, abbiano rallentato la spinta di quel progetto.
“Oggi – ha detto – non dobbiamo limitarci a celebrare un titolo, ma a ricostruire un percorso. I presìdi culturali devono tornare nella loro città, dove esistono le competenze e le peculiarità. La cultura non è un marchio da esportare, ma un patrimonio da custodire e condividere”. Con questo spirito, “La Scaletta” rinnova il proprio impegno a collaborare con le istituzioni per fare di Matera 2026 una piattaforma permanente di cooperazione tra i popoli del Mediterraneo. Un progetto che guarda oltre i confini per restituire al Mezzogiorno un ruolo da protagonista.
COPYRIGHT
Il Quotidiano del Sud © - RIPRODUZIONE RISERVATA