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Saverio Columella, presidente del Matera Calcio

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Il presidente ha il sorriso di chi ha ancora una volta fatto centro: «Più ambiziosi». Intervista

MATERA – Il pareggio a reti bianche con il Cosenza fa parte ormai del passato e si guarda alla doppia trasferta di Reggio Calabria e Monopoli. In casa Matera, però, è il momento di tirare le somme dell’inizio della stagione con chi è il motore, il vero motore, della squadra biancazzurra: Saverio Columella. 

La chiacchierata con il patron parte da un dato, quello che accanto a lui, il presidente ha sempre la sua famiglia, anche in questa avventura calcistica: «Per me è molto importante. Con la mia famiglia condivido le gioie e i momenti meno felice anche in questa avventura calcistica. Anche mio padre segue la squadra, ci tiene molto. I miei figli condividono con me questa passione e seguono il papà in questa avventura. In verità all’inizio c’era un po’ di diffidenza, ma con il passare del tempo, vedendo che il progetto che portavo avanti dava risultati, hanno man mano accettato e ormai sono al mio fianco. Si può dire che loro, assieme a me, sono i primi tifosi del Matera Calcio».
Andiamo alla gara con il Cosenza. Al Matera forse è mancato solo il gol.
«La prestazione offerta è sotto gli occhi di tutti. E’ stata da parte nostra un’ottima partita, ci è mancato solo il gol, ma se quel pallone di Casoli era nello specchio della porta stavamo parlando di tutta un’altra partita. Resta il fatto che il Cosenza ha avuto paura del Matera, snaturando il loro sistema di gioco e cambiando alcuni elementi nell’assetto base. Noi abbiamo giocato come sempre, con il nostro solito piglio e abbiamo chiuso la partita in crescendo. Resta poi un dato. A differenza dello scorso anno dove si cercava la vittoria a tutti i costi, adesso abbiamo cambiato filosofia. Va bene anche il pareggio. Risulta importante muovere la classifica. Adesso – continua Columella – la faccio io una domanda. E se pareggiavamo contro la Sicula Leonzio? Non era meglio? Proprio questo deve essere il cambio di filosofia. Bisogna muovere sempre la classifica, perchè in questo campionato, che sarà equilibrato, è importante anche il punto. Fermo restando che, a conti fatti, contro il Cosenza il pari ci sta stretto».
Parlando di cambio di filosofia, in questa stagione è cambiata anche la filosofia del mercato. Si è passati a costruire la squadra anche con giovani di prospettiva.
«Abbiamo detto “no” al calcio dispendioso. Anche perchè spendere tanto non sempre si traduce in vittorie e quindi non sempre paga. Abbiamo costruito una squadra su una filosofia di base, che è quella del mettersi in gioco. A questa si deve aggiungere che sono stati presi calciatori con grandi qualità, sia tecniche che umane. Abbiamo allestito una squadra che il giusto mix di giovani ed esperti: per me questo è un capolavoro di mercato, che abbiamo fatto assieme ai miei collaboratori».
Il riferimento ai collaboratori è, soprattutto, a Simone Spadafora.
«Simone l’ho scelto da quando eravamo in Serie D. La mia bravura – continua Columella – è sempre stata, anche commettendo degli errori, quella di scegliere le persone giuste con cui collaborare. Il rapporto con Simone è duraturo e ha portato sempre ottimi risultati».
Il mercato ha attuato anche una piccola rivoluzione in casa Matera. Tanti sono partiti e altrettanti sono arrivati
«Già da marzo avevo deciso che dovevamo fare piazza pulita. E così è stato. Poi con Simone abbiamo lavorato per mettere in atto questo progetto che ha creato il giusto mix tra giovani ed esperti. E di nomi, da De Vezze in poi, ne sono passati qui da Matera, ma era il momento di trovare gente motivata».
Tanti giovani. Ma chi, secondo Columella, potrebbe seguire le orme di Di Lorenzo e spiccare il volo verso la massima serie?
«Credo che Sernicola abbia un grosso potenziale. Stiamo imparando a conoscerlo e qualcosa l’ha fatta già vedere. Il fatto che sia un Nazionale Under 20 non è un caso. E poi c’è Buschiazzo: dategli tempo di imparare bene la lingua e poi esploderà. Ha grandi potenzialità e poi ha anche una grande fisicità. Spesso la differenza fra giocatori di Serie A e Serie C la fa la fisicità, poi vengono le letture di gioco. Buschiazzo possiede queste caratteristiche e quindi può davvero essere una bella sorpresa. E non dimentichiamo un giocatore come Scognamillo che è con noi già da diverse stagioni: anche lui ha i numeri e può crescere ancora. Ma stiamo lavorando anche sui ragazzi più giovani, mi riferisco ai nati nel 1998 e 1999».
Presidente, nella gara di sabato abbiamo assistito a dei tafferugli nella curva del Cosenza. Questo, per fortuna, a Matera non accade. Che considerazione ha della tifoseria biancazzurra?
«Matera è una piazza intelligente. Matera ha cultura calcistica. Prima di Matera ho fatto calcio altrove, ho girato molto e ho conosciuto molte piazza e devo dire che Matera è al top perché è giusta e rispettosa. Sa quando deve applaudire e capisce quando bisogna contestare. E’ rispettosa anche con gli ospiti e merita sicuramente applausi. Però, c’è un grande però, che rimarco spesso. Dal punto di vista dei numeri non posso essere soddisfatto. Da questo punto di vista manca ancora qualcosa. Noi da parte nostra le stiamo provando tutte: abbiamo contenuto i prezzi, abbiamo fatto iniziative, stiamo per lanciare la vendita delle maglie e altro ancora. Ma il riscontro numerico sugli abbonamenti ancora non c’è. Poi ci si mette pure la televisione a toglierci spettatori mandando le gare in casa in diretta in chiaro. Per assurdo, avevamo numeri migliori in Serie D. Ma io ho capito il perché. E’ un discorso che parte da lontano. Il materano ha visto “pronto via, subito vincenti”, e poi ha iniziato a pretendere. Prima abbiamo vinto la Serie D, poi abbiamo sfiorato al Serie B e adesso sono diventati esigenti. Se tutti fossero come loro, una piazza come Lecce avrebbe lo stadio vuoto. A volte si dimentica il passato. Da questo punto di vista Matera può ancora crescere».
Presidente, ha citato la televisione e le gare in diretta. Cosa pensa della questione dei diritti tv? Pensa che le società debbano ricevere una fetta di quei diritti?
«Dalla Lega alle società non arrivano soldi per i diritti tv. Le dirette televisive in chiaro procurano solo un danno. Non mi riferisco a quello economico, ma a quello di immagine. Mercoledì scorso ho fatto una diffida alla Lega e a Telenorba per la messa in onda della diretta di Matera-Cosenza. Gli stadi sono già vuoti, poi non arrivano soldi dai diritti tv e inoltre fanno queste dirette. Ecco perchè mi sono tutelato facendo questa diffida. Se da questo atto avrò le giuste risposte va bene, altrimenti andrò avanti. Noi paghiamo un’affiliazione e loro non condividono con noi queste decisioni. Non accetto queste decisioni dittatoriali che arrivano dall’alto».
Torniamo al calcio giocato. Come vede le prossime due trasferte del Matera a Reggio Calabria e a Monopoli? E poi, come sarà la stagione?
«Penso che sarà una stagione positiva per noi. Si respira un’aria nuova nello spogliatoio. Questo è un gruppo differente rispetto al passato. Poi dove può arrivare questo Matera non lo so ancora, perchè ci sono tanti fattori e il campionato è ancora lungo. Ma questa è una squadra ambiziosa, che ha fame, ancor più di quella che lo scorso anno era prima in classifica. Parlando delle due trasferte, noi – continua Columella – andiamo in campo sempre per vincere, ma come ho detto in precedenza quest’anno la filosofia è cambiata, dobbiamo sempre muovere la classifica, poi se saremo bravi ci troveremo lì a lottare con le altre, perchè quest’anno non ci sarà una squadra che ammazzerà il campionato».
Presidente, le piace Sarno?
«Molto. I giocatori brevilinei con le sue caratteristiche mi piacciono molto. Lo abbiamo sondato in passato. Sondare non significa aver fatto richieste. Per esempio, non mi ha fatto una buona impressione il comportamento di un procuratore della città di Matera, Antonio Rebesco, sulla vicenda di Alessandro Bruno. Ho letto su alcuni organi di informazione che Bruno ha rifiutato l’offerta del Matera. Sondare non significa fare offerte e quindi lui non ha potuto rifiutare la nostra offerta, perchè questa non è stata mai formulata. E seppur fosse stata fatta un’offerta, non è elegante esprimersi così. Questo vuol significare che non tutti vogliono bene al Matera».
Presidente, e Kabashi? Le piace?
«E’ un buon giocatore. Ma noi non stiamo con le mani in mano. Ci stiamo guardando attorno. Sappiamo che possiamo completare la squadra con gli svincolati. Kabashi lo abbiamo sondato anche a mercato aperto. C’è però un concetto da capire: a volte i giocatori cercano le categorie superiori e non è con dieci mila euro in più che si chiudono le trattative. Servono le giuste motivazioni e bisogna sposare il progetto. Adesso ci sono calciatori svincolati e noi siamo attenti».
E con queste parole il patron Saverio Columella ha lasciato intendere che il colpo di mercato è sempre dietro l’angolo. Leggasi Urso.

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