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EGREGIO direttore,

A novembre la Basilicata e i lucani si troveranno difronte ad un bivio: dovranno  scegliere se continuare sulla strada che li ha portati sul ciglio di un baratro o incamminarsi su un sentiero virtuoso, che partendo da un profondo rinnovamento della classe politica, dal modo e dai metodi di sfruttare le nostre ricchezze, possa condurli verso un riscatto socioculturale e soprattutto economico.  In queste settimane abbiamo assisto a numerosi propositi di cambiamento, a destra come a sinistra, ad innumerevoli tavoli di confronto, sui quali si è discusso e dibattuto delle più svariate argomentazioni relative alla drammatica situazione lucana.

Anche noi di Fratelli d’Italia lo abbiamo fatto. Ma a differenza di qualcuno, come siamo abituati a fare, lo abbiamo fatto con chiarezza e lealtà, dicendo senza “se” e senza “ma” di essere alternativi al centro sinistra e al fallimentare sistema Basilicata.

Ci siamo seduti al tavolo con un progetto per la Basilicata e continueremo a farlo con chiunque ne voglia condividere le linee guida, a cominciare dal codice etico per la composizione delle liste e la scelta del candidato presidente, per continuare con l’utilizzo delle royalties del petrolio e dei i modi del suo sfruttamento, per finire con importanti proposte  rivolte alla risoluzione della più grave piaga della Basilicata: quella della disoccupazione, che comporta povertà ed emigrazione.

Egregio direttore, lei ci ha detto che siamo una forza di opposizione e che in Basilicata c’è un vuoto da riempire.

Io penso invece che in Basilicata ci sia prima da svuotare le numerose sacche di malapolitica, di malagestione, di affarismo più o meno lecito. Ci sia da sgombrare il campo da imbonitori e maramaldi, da incapaci posti a dirigere strutture istituzionali, apparati regionali e sub regionali, solo per controllare e gestire, a proprio piacimento, appalti, incarichi, piccole e grandi prebende, per essere funzionali agli apparati dei partiti, grandi e piccoli, che governano questa terra.

Dopodiché, quel vuoto creato va riempito. Noi proveremo a farlo. E lo faremo proponendo ai lucani il nostro progetto Basilicata, consapevoli che é impresa assai difficile.

Ma noi non ci arrendiamo. Non arretriamo di un centimetro sul percorso che abbiamo intrapreso, che è cominciato come forza di opposizione, ma che ora vuole essere con determinazione, forza di governo. Abbiamo iniziato a febbraio ed oggi stiamo provando a dialogare con tutti, perché vogliamo  realmente un radicale cambiamento.

Ma se cosi non fosse, nel senso di comprendere di   parlare ai  sordi, non abbiamo alcun problema ad andare avanti da soli. Abbiamo idee, organizzazione, determinazione e soprattutto uomini coraggiosi, a cominciare dal nostro portavoce regionale, Gianni Rosa, disposti senza paura, a spendersi in prima linea. Non ci interessano le rendite di posizione e la loro difesa, nè, tanto meno,  sederci a più tavoli per innalzare il nostro prezzo al fine di venderci al migliore offerente. Ci interessa la Basilicata, il suo sviluppo, il suo progresso, il benessere dei lucani. Ma soprattutto ci interessa liberarli da chi ha calpestato la loro dignità.

*Fratelli d’Italia

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