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MA AI RENZIANI questi quattro nomi proposti da De Filippo piacciono? Sì e no, o meglio “poco importa”. Qui si devono fare le primarie, delle primarie “vere” che non siano delle cose già preparate a tavolino nelle riunioni di partito. Bisogna quindi dare la possibilità agli iscritti e ai tesserati di operare una scelta che sia libera.

La posizione, se pur condivisibile, è complessa: come può essere possibile che il grande apparato del Pd non si lasci sfuggire l’occasione? Il sindaco Fausto De Maria, renziano d’acciaio, ha una sua idea. Ma nessuno deve immaginare una guerra o una contrapposizione netta. Le anime del Pd sono tante e comunque fanno parte di un solo partito. C’è quindi voglia di scambiarsi idee ed opinioni, punto. Non c’è nessuno scontro in atto, soltanto alcuni aspetti da tenere in testa costantemente, delle necessità imprescindibili per i sostenitori del sindaco di Firenze. «A noi interessano le primarie – dice De Maria – le abbiamo volute fortemente, ci crediamo sul serio. Per fare questo ci stiamo organizzando, stiamo preparando e svolgendo degli incontri in Basilicata perché vogliamo ribadire questa posizione. Per il resto quello che chiediamo è una forte discontinuità rispetto agli ultimi anni del Pd». Discontinuità, questa parola che si presta a molteplici interpretazioni è l’aspetto principale che caratterizza il modus operandi dei renziani. C’è bisogno di rinnovare tutto, «un cambiamento totale» rispetto alla gestione passata. Secondo De Maria la fine della giunta De Filippo non è solamente un risultato legato alla rimborsopoli «c’era anche – dice – qualcosa di politico in atto, quella consiliatura aveva mostrato i suoi limiti negli ultimi anni». E questo limite non deve riproporsi. C’è bisogno del nuovo.

E la scelta dei “fantastici 4” può essere pregiudiziale per questo cambiamento? Non per forza, ci sono nomi che a De Maria piacciono proprio perché potrebbero proprio rappresentare la discontinuità voluta. D’Andrea e Colangelo hanno “catturato” l’interesse di questa corrente tra le più solide all’interno dei democratici. ma questo non vuol dire che non ci sono possibilità di candidature. De Maria potrebbe essere uno di questi? «Io non ho ambizioni di questo tipo – dice – anche perché faccio il sindaco da un anno e sono contento. A dire la verità non sto andando dietro a tutto quello che sta accadendo sulla scelta dei candidati per le primarie. Certo è che mi presto ben volentieri a dire la mia. Se la mia figura, ad un certo punto, dovesse essere condivisa da molti comunque accetterei una eventuale candidatura alle primarie. In poche parole non agirò di mia spontanea volontà, sto bene come sindaco».

De Maria sembra essere molto tranquillo da questo punto di vista, ma non nasconde la possibilità. Aspetto, però, che non sarà valutato singolarmente ma ha bisogno del supporto degli altri “correntisti” o di una parte del Pd. Il sindaco di Latronico non nasconde il fatto che qualche contatto, qualche «telefonata» e anche un «incontro» ci sono stati negli ultimi giorni e se le voci dovessero farsi più insistenti attorno a lui una candidatura, dopo una scelta collegiale, potrebbe anche uscire fuori. L’importante ora è che il gruppo regionale «attui un cambiamento totale». Anche questo non significa che i vertici dell’apparato siano visti come dei “nemici” dai renziani. «Non ci vogliamo mettere in contrapposizione – dice – non c’è questa volontà. Quando Folino ha detto che c’era bisogno di un cambiamento totale ha dimostrato di avere ragione, siamo d’accordo».

Insomma, De Maria si presta tranquillametne a dire la sua, mentre i renziani si preparano ad una campagna con un solo obiettivo: primarie assolutamente e nessuna scelta che arrivi direttamente dall’alto, altrimenti si farà rumore.

v.panettieri@luedi.it

 

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