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Il livello di insofferenza degli elettori verso la cattiva politica lo aveva già sperimentato quando con l’associazione  “Matera cambia!” aveva smascherato pubblicamente le promesse mai mantenute di assessori e consiglieri. In piazza portò pasta e fagioli e i cittadini che lessero le lettere di raccomandazione e di impegni di chi annunciava posti di lavoro e lasciava i propri elettori con un pugno di mosche in mano. Fu il primo e unico caso di smascheramento  della classe politica malata e dell’antico e mai tramontato sistema clientelare che, però, è rimasto “lettera morta” (tanto per restare in tema, ndr.).

Mimmo Genchi, già candidato sindaco di Matera nelle ultime elezioni, oggi corre per le regionali con il Movimento 5 stelle.

I valori del Movimento politico che lo condusse verso il palazzo di viale Aldo Moro, restano gli stessi del Movimento 5 stelle che oggi lo vede impegnato in comizi nei centri della provincia materana e nei gazebo in piazza in cui spiega agli elettori perchè il voto a favore dei grillini non muove solo la protesta, ma anche la proposta.  «La gente crede ancora, in parte,  alle promesse – dice – la povertà è più di prossimità, ma oggi avverto la sensazione che i cittadini non siano più disposti a farsi incantare.  Il  malumore è in aumento e le piazze cominciano a far paura a qualcuno. Manca il coraggio di affrontare luoghi pubblici. Purtroppo uno dei problemi è rappresentato dai mezzi di informazione che si concentrano sulle parolacce di Grillo e non mettono in evidenza, ad esempio, che abbiamo rinunciato a 42 milioni di euro di rimborsi elettorali; una cifra che dovrebbe far paura». 

Il problema della scarsa informazione influenza anche la campagna elettorale?

«Bisogna spiegare ai cittadini che coloro che si stanno  presentando oggi, sono gli stessi del passato. Basta alzare  le locandine, e sotto sono rimasti i vecchi personaggi; hanno solo messo le secondo linee che non sono diverse dalle prime. A chi ci contesta di non aver voluto fare l’accordo con il Pd, rispondo che non ci si mette in società con chi si sa essere un truffatore, un ladro, con chi si appropria della cosa pubblica. Se l’esperienza lucana deve insegnarci qualcosa, a livello nazionale non può essere diverso».

Marcello Pittella dal palco di Matera, in apertura della campagna elettorale ha ringraziato i colleghi consiglieri coinvolti in Rimborsopoli per il passo indietro compiuto e li ha definiti un patrimonio.

«Il patrimonio che hanno rubato alla collettività. E’ di quello che parla Pittella».

Ma alla Regione potreste trovarvi a governare con esponenti dello stesso partito di quei consiglieri.

«Varrà lo stesso principio applicato in Parlamento. Controlleremo e denunceremo le porcate fatte. Se dovessero darci la possibilità di essere presenti in consiglio regionale, saremo una spina nel fianco».

Su quali altri temi concentrerete il vostro programma?

«Stamattina (ieri per chi legge, ndr.) andando a Marconia per un comizio, ho visto la devastazione dell’alluvione che ha lasciato ancora segni sulle strade. Certo si tratta di un evento eccezionale, ma da tre anni per lavoro seguo aziende della Val D’Agri e anche lì, le aziende finiscono sott’acqua almeno quattro volte ogni inverno perchè non è mai stata fatta manutenzione dei fiumi, i canali di bonifica non vengono puliti. Infatti un altro problema è il Consorzio di Bonifica di Bradano e Metaponto che non si occupa più di questo aspetto. E’ diventato un poltronificio e tutti gli operai oggi sono impiegati; i mezzi ci sono, ma non c’è nessuno che li usi. 

In Val D’Agri, ad esempio, le coltivazioni in serra sono stati quasi completamente annullate, gli alberi che rimangono all’umido per lungo tempo, si stanno ammalando. Possibile che una Regione, per tre anni, abbandona un’area  così preziosa a se’ stressa? Possibile che ci sia un commissario per l’emergenza e, nel frattempo, si continui a finire sott’acqua? In questo modo perdiamo turismo, produzioni locali, mentre siamo destinati a tornare zona paludosa.

Gli agricoltori, nel frattempo,continuano a pagare le quote al Consorzio senza servizi in cambio».

I primi tre punti su cui concentrerà la sua campagna elettorale?

«Il primo non può non essere legato al petrolio. Le royalties incidono sui bilanci comunali in modo irrisorio. Quello che hanno già svenduto in Basilicata è il futuro.

Ho  spiegato  ai cittadini a cui ho parlato che San Teodoro, dove oggi vanno a fare il bagno, tra alcuni anni potrebbe non essere più lo stesso. Saranno  ancora tranquilli quando faranno il bagno guardando una piattaforma petrolifera in lontananza? Bisogna immaginare le cose. I turisti affitteranno ancora le case per le vacanze? Chiederemo la moratoria per tutte le nuove richieste di trivellazione, il monitoraggio serrato di tutti i casi che presentano fattori di inquinamento e di tutto ciò che accade. Ci sono contratti in essere che bisogna studiare e sistemare. Ma il futuro non è quello. Quando fra 15 anni chiuderanno tutto, noi saremo ormai la discarica d’Italia». 

E l’eolico?

«Tutti pensano sia energia pulita, ma non è così e non ha ricadute positive sul territorio. Perchè nelle regioni del nord non ci sono pale eoliche? Perchè non c’è vento? Solo perchè   ormai siamo noi  la pattumiera d’Italia.

Il problema dell’eolico è che ha un tempo tecnico; quando le pale si romperanno, i costi per smantellarle e smaltirle saranno altissimi  e allora come accade negli Stati Uniti, diventeranno fantasmi ormai in via di distruzione. Un altro costo a carico della collettività che se ne dovrà liberare».

Tra i temi forti c’è anche il lavoro?

«Nessuno chiede più molto spesso ai politici di avere un’occupazione, forse l’aria sta davvero cambiando».

Perchè dovrebbero votarla gli elettori materani?

«Abbiamo avuto un buon successo alle politiche quindi, evidentemente, l’elettore si è rotto un po’ le scatole di quello che non va, ha smesso  di credere nelle stupidaggini che gli hanno detto. In parte quello era un voto di protesta, ma nel frattempo molti fatti sono accaduti. Oggi c’è chi ha capito che non sono le parolacce di Grillo che fanno la differenza fra il buono e cattivo amministratore. Ognuno di noi ha firmato una dichiarazione in cui ci impegniamo a non prendere un compenso lordo superiore a 5000 euro. Alla Regione hanno fatto sapere di aver eliminato il vitalizio, ma lo faranno a partire dalla prossima legislatura, così come accade per i compensi che saranno ridotti. Marcello Pittella era un consigliere regionale.

Perchè non ha chiesto di abbassare quei compensi da questa legislatura. Hanno approvato un rimborso forfettario di 4500 euro, senza tassazione e senza necessità di documentarlo. Ci preoccuperemo, infine, di recuperare i dati dell’astensionismo. Proviamo a far capire alle persone che incontriamo,  che chi non vota avvantaggia i partiti classici».

a.ciervo@luedi.it

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