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POTENZA – I fratelli Pittella all’attacco. Entrambi protagonisti sui palcoscenici romani. Ieri si è svolta l’assemblea nazionale della mozione congressuale di Gianni Pittella al Nazareno a Roma. Dopo il risultato della prima fase del congresso del Partito democratico, il candidato Pittella esce dalla sfida per lo sbarramento a tre imposto dal regolamento. E la riunione di ieri è stata organizzata per ringraziare quell’oltre 6 per cento di tesserati in tutta Italia che lo hanno sostenuto. Ma anche per sciogliere la riserva della scelta per la seconda fase. E il sostegno a Matteo Renzi  era nell’aria già da giorni. Ma da ieri è ufficiale. Il quarto candidato alla segreteria nazionale del Pd, dribbla Cuperlo e Civati e sceglie Renzi. 
Scelta motivata dallo stesso Gianni Pittella: «Abbiamo discusso e ci siamo confrontati tra i militanti e i nostri sostenitori. Vogliamo aprire una linea di credito a Matteo Renzi». 
Un sì a Renzi, con qualche però: «Al sindaco di Firenze – ha spiegato l’eurodeputato lucano – come Laboratorio democratico, chiediamo chiare risposte politiche». 
Insomma sostegno al “rottamatore” ma senza indossare la maglietta dei renziani “duri e puri”. Così ancora Gianni Pittella sulla questione: «Ci candidiamo ad essere alleati leali di Matteo Renzi ma alleati scomodi. Scomodi perchè per il bene del Partito democratico e del Paese, non ci accontenteremo». 
Per quanto riguarda i temi, Gianni Pittella ha lanciato delle domande a Renzi: «Ci aspettiamo risposte concrete e non balbettate alle pressanti questioni che abbiamo posto con la nostra mozione: Europa, Mezzogiorno e partito federale. Sta a Renzi ora dimostrare di essere all’altezza del compito a cui lui stesso si è candidato». 
Questo per le dinamiche congressuali. In precedenza ha parlato anche il neo presidente della Regione, Marcello Pittella che è stato festeggiato per il risultato elettorale di una settimana fa. E lui ha esordito: «Le mie mani sono troppo piccole per restituirvi l’applauso. Vi ringrazio per quello che avete fatto. E’ stato un grande successo fuori da ogni pronostico. Ci davano sconfitti 4 a 1 e abbiamo vinto 5 a 4». 
Poi incrociando la propria sfida per il governo regionale con quella di Gianni per la segreteria nazionale, Marcello Pittella ha sottolineato: «C’è un tempo per ognuno di noi nel quale le decisioni importanti vanno assunte e non posticipate. C’è un tempo in cui o scegli da che parte stai o rischi di voltare lo sguardo altrove e non incrociare nè il futuro e nè le responsabilità a cui sei chiamato». 
«Noi – ha proseguito il governatore lucano – l’abbiamo fatto. Io in Basilicata e Gianni in Italia. Entrambi con voi per consegnare, ai tanti, un esempio e un atto di coraggio e anche trasferire a tutto il Pd l’idea che può nevicare il 14 di agosto se uno ci crede fino in fondo». 
Poi sul risultato congressuale del fratello, Marcello Pittella ha aggiunto: «Risultato straordinario quel 6 per cento. Si tratta di una grande opportunità per il Pd. Riprendiamo il percorso del futuro. Io con Gianni mi confronto e ho consegnato a lui il convincimento che dobbiamo continuare in questa azione senza indietreggiare perchè vogliamo un partito diverso. Più inclusivo come abbiamo fatto in Basilicata». 

POTENZA – I fratelli Pittella all’attacco. Entrambi protagonisti sui palcoscenici romani. Ieri si è svolta l’assemblea nazionale della mozione congressuale di Gianni Pittella al Nazareno a Roma. Dopo il risultato della prima fase del congresso del Partito democratico, il candidato Pittella esce dalla sfida per lo sbarramento a tre imposto dal regolamento. E la riunione di ieri è stata organizzata per ringraziare quell’oltre 6 per cento di tesserati in tutta Italia che lo hanno sostenuto. Ma anche per sciogliere la riserva della scelta per la seconda fase. E il sostegno a Matteo Renzi  era nell’aria già da giorni. Ma da ieri è ufficiale. 

 

Il quarto candidato alla segreteria nazionale del Pd, dribbla Cuperlo e Civati e sceglie Renzi. Scelta motivata dallo stesso Gianni Pittella: «Abbiamo discusso e ci siamo confrontati tra i militanti e i nostri sostenitori. Vogliamo aprire una linea di credito a Matteo Renzi». Un sì a Renzi, con qualche però: «Al sindaco di Firenze – ha spiegato l’eurodeputato lucano – come Laboratorio democratico, chiediamo chiare risposte politiche». 

Insomma sostegno al “rottamatore” ma senza indossare la maglietta dei renziani “duri e puri”. Così ancora Gianni Pittella sulla questione: «Ci candidiamo ad essere alleati leali di Matteo Renzi ma alleati scomodi. Scomodi perchè per il bene del Partito democratico e del Paese, non ci accontenteremo». Per quanto riguarda i temi, Gianni Pittella ha lanciato delle domande a Renzi: «Ci aspettiamo risposte concrete e non balbettate alle pressanti questioni che abbiamo posto con la nostra mozione: Europa, Mezzogiorno e partito federale. Sta a Renzi ora dimostrare di essere all’altezza del compito a cui lui stesso si è candidato». Questo per le dinamiche congressuali. In precedenza ha parlato anche il neo presidente della Regione, Marcello Pittella che è stato festeggiato per il risultato elettorale di una settimana fa. E lui ha esordito: «Le mie mani sono troppo piccole per restituirvi l’applauso. Vi ringrazio per quello che avete fatto. 

E’ stato un grande successo fuori da ogni pronostico. Ci davano sconfitti 4 a 1 e abbiamo vinto 5 a 4». Poi incrociando la propria sfida per il governo regionale con quella di Gianni per la segreteria nazionale, Marcello Pittella ha sottolineato: «C’è un tempo per ognuno di noi nel quale le decisioni importanti vanno assunte e non posticipate. C’è un tempo in cui o scegli da che parte stai o rischi di voltare lo sguardo altrove e non incrociare nè il futuro e nè le responsabilità a cui sei chiamato». «Noi – ha proseguito il governatore lucano – l’abbiamo fatto. Io in Basilicata e Gianni in Italia. Entrambi con voi per consegnare, ai tanti, un esempio e un atto di coraggio e anche trasferire a tutto il Pd l’idea che può nevicare il 14 di agosto se uno ci crede fino in fondo». 

Poi sul risultato congressuale del fratello, Marcello Pittella ha aggiunto: «Risultato straordinario quel 6 per cento. Si tratta di una grande opportunità per il Pd. Riprendiamo il percorso del futuro. Io con Gianni mi confronto e ho consegnato a lui il convincimento che dobbiamo continuare in questa azione senza indietreggiare perchè vogliamo un partito diverso. Più inclusivo come abbiamo fatto in Basilicata». 

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