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IN ballo non c’è solo la scelta del nuovo segretario nazionale del Partito democratico. Il voto di domani finirà per condizionare pesantemente gli equilibri politici locali. Cuperlo contro Renzi, ovvero la squadra degli ex Ds al completo, con l’aggiunta del segretario regionale De Filippo, contro il quartetto Margiotta-fratelli Pittella-Antezza.  

A poco meno più di due mesi dalle combattutissime primarie per la scelta del candidato presidente – che a sorpresa hanno visto affermarsi l’ex assessore sull’apparato di partito quasi completamente compatto sul nome di Lacorazza – si profila un’altra sfida in grado di condizionare i futuri assetti del Pd lucano. A partire dalla prossima segreteria regionale e non solo. Nelle delicate operazione di composizione del puzzle Giunta, Consiglio e nomine negli enti strumentali, i “pezzi” del Pd si confronteranno anche alla luce dei rapporti di forza che verranno ridisegnati a partire da lunedì.

Gli schieramenti sono leggermente diversi, rispetto al voto del 22 settembre. Con il senatore lucano, che, questa volta, capolista di Renzi in Regione, sta dall’altra parte. Difficile prevederne gli esiti della nuova competizione. Ma nel tentativo di fare un’analisi, non si può non partire dal grande successo del vicepresidente del Parlamento europeo in Basilicata come candidato alla segreteria nazionale. Un 42,66 per cento contro il 36,41 per cento di Gianni Cuperlo  e il 18,83 di Renzi. Se il risultato di domani fosse dato della semplice somma algebrica dei numeri a disposizione, il voto per la segreteria nazionale potrebbe decretare la fine della roccaforte rossa, e un forte indebolimento dell’egemone area ex Ds. E assegnare, quindi,  un nuovo protagonismo a socialisti ed ex democristiani. Insomma, la partita che si gioca su un campo tutto locale, oltre che nazionale. Gianni Pittella che, accantonata la corsa personale, ha dato il suo appoggio al sindaco di Firenze, aspira a un posto di primo rilievo nel Governo nazionale o in Europa. Ha quindi tutto l’interesse a portare a casa il massimo risultato nella sua regione a favore del nuovo leader del partito nazionale.  Ma, dall’altro lato, una sfida altrettanto importante la gioca il presidente uscente e nuovo segretario regionale. Vito De Filippo, sempre più in predicato governativo,  ha bisogno di riempire di risultati i suoi buoni rapporti romani, trovandosi ancora nella posizione di chi deve espiare la pena, dopo aver provocato la fine anticipata della legislatura. Assicurare la vittoria a Cuperlo nella sua regione sarebbe un’ottima carta da tirar fuori al momento giusto. Anche se ciò significa far prevalere l’area ex diessina, che in questi anni gli ha dato filo da torcere. Ma la battaglia più complicata si gioca proprio per gli ex Ds. A partire da quella dell’ex segretario regionale e oggi capogruppo alla Camera, Roberto Speranza. Alle primarie di settembre ha subito lo smacco di veder perdere il candidato che lui aveva pubblicamente sostenuto. Andare verso una seconda sconfitta non gli farebbe di certo bene, visto l’incarico di primissimo rilievo che ricopre in Parlamento. Del resto, se – come da previsioni – Renzi dovesse diventare il nuovo segretario del partito, presto per lui le cose potrebbero cambiare. Il sindaco di Firenze in varie dichiarazioni pubbliche ha lasciato intendere la possibilità di un cambio alla guida del partito alla Camera. Qualcosa da dimostrare ce l’ha anche il viceministro, Filippo Bubbicco, capolista per Cuperlo in Basilicata. Nelle migliori delle previsioni, il Governo Letta non durerà più di un altro anno e per il viceministro di Montescaglioso, che ha già sulle spalle interessanti anni di legislatura, la ricandidatura non è così scontata. E in tema di future parlamentarie, arriviamo alla partita dell’altro ex diessino, da sempre il più agguerrito. Vincenzo Folino, al prossimo “giro” dovrà misurarsi con due concorrenti non facili come  con l’ “avversario” storico, ovvero Vito De Filippo (che diventerebbe ancora più forte in caso di incarico di Governo) e il vicepresidente della Vigilanza Rai, Salvatore Margiotta. Il senatore – secondo gli accordi che lo ha visto convergere su Renzi – sarebbe sostenuto anche dai fratelli Pittella. Divisa sulla segreteria nazionale, l’area ex democristiana con l’aggiunta dei fratelli di Lauria, sarebbe già pronta a ricompattarsi sul prossimo obiettivo.   Il triumvirato “segreto”, Margiotta -De Filippo – Marcello Pittella lavorerebbe per tentare di portare il primo dei non eletti al Consiglio regionale, Antello Molinari, dalla segreteria provinciale a quella regionale. Mettendo nell’angolo di avversari di partito. Il risultato di domenica, si diceva, è tutt’altro che scontato. I Pittella, in asse con la famiglia Braia Antezza, sia alle primarie di settembre che alla segreteria nazionale, hanno ampiamente dimostrato di godere di una vasto e generale consenso. A cui ora si aggiungeranno anche i voti di Margiotta. L’area ex Ds, però, ha saputo prendere la propria rivincita con oltre 11 mila preferenze catalizzate intorno a Piero Lacorazza alle regionali di novembre. A meno di un mese dalle regionali di novembre una nuova cartina al tornasole sta per dirci come e dove si sono spostati gli equilibri.

m.labanca@luedi.it

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