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POTENZA – Oggi stesso Corte d’appello e Tribunale dovrebbero chiudere le ultime pratiche. Poi si tratterà soltanto di stilare un verbale con i nomi i nuovi eletti, cosa che potrebbe avvenire in serata o al più tardi domattina.

E’ conto alla rovescia per la proclamazione dei consiglieri regionali usciti dalle consultazioni dello scorso 17-18 novembre.

Tra contestazioni, riconteggi e rettifiche sui verbali di scrutinio è occorso quasi un mese.

C’è chi parla di record, ma anche alle scorse consultazioni erano servite 3 settimane.

Solo che stavolta l’agenda di Giunta e Assemblea appaiono già molto fitte. Da una parte  per le imminenti scadenze di bilancio, e dall’altra per i dossier su cui si attendono decisioni da troppo tempo, in particolare rischio idrogeologico e petrolio.

Dalla proclamazione del nuovi membri del parlamentino lucano il governatore appena eletto avrà dieci giorni di tempo per indicare il suo vice e gli assessori.

In teoria Pittella potrebbe ufficializzare i loro nomi un momento dopo, senza aspettare altro.

Questo è quanto ha stabilito nel 1999 la legge di riforma del Titolo V della Costituzione per le regioni che non abbiano approvato uno nuovo statuto con un termine diverso.

Ma a ieri la discussione sulla riorganizzazione dei dipartimenti con le rispettive competenze andrebbe ancora avanti.

Come pure sarebbero tutt’altro che chiuse le trattative sulla squadra, e sui prossimi direttori generali, gli uomini chiave per imprimere una direzione precisa al funzionamento della macchina amministrativa.

Perciò non è escluso che la giunta venga ufficializzata soltanto alla vigilia di Natale se non proprio a Santo Stefano che giusto tra dieci giorni.

Diverso il discorso per la convocazione del Consiglio regionale su cui non è intervenuta la riforma del Titolo V della Costituzione. Secondo il vecchio statuto della Regione (datato 1971) la «sua prima adunanza» deve tenersi entro il trentesimo e non prima del ventesimo giorno dalla proclamazione degli eletti».

Vale a dire che se domani la Corte d’appello dovesse chiudere in serata, le luci dell’assemblea non potrebbero accendersi che alla vigilia dell’Epifania.

Entro il 16 gennaio, invece, andranno presentati al Tar gli eventuali ricorsi contro l’esito delle urne “consacrato” dai giudici con qualche riserva.

Quella più grossa riguarda il risultato della sezione numero 3 di Filiano dove i voti espressi superano i votanti. Si tratta di non più di una ventina di preferenze che in termini assoluti possono sembrare poche. Eppure lo scarto tra Aurelio Pace e Romano Cupparo, i due candidati del Pdl che si contendono il seggio del senatore Tito Di Maggio se mai sceglierà di restare a Palazzo Madama, si aggira proprio su quelle cifre. Senza contare che si tratta proprio della sezione di Pace dove vicini, parenti e amici gli hanno tributato un numero di preferenze spropositato rispetto agli altri nomi in lista.

Cupparo ha già avanzato una serie di osservazioni ai magistrati di Tribunale e Corte d’appello, ma per questi ultimi è impossibile andare oltre la rettifica degli errori materiali commessi nei verbali di scrutinio.

Solo il Tar può disporre il riconteggio delle schede. Ma a quel punto anche il verbale con la proclamazione degli eletti tornerebbe in discussione, per quanto solo nella parte d’interesse.

l.amato@luedi.it

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