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Dario Stefano

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POTENZA – Contrordine compagni: il grande evento annunciato per questa settimana, a meno di sorprese, non si farà. Si è incagliata appena uscita dal porto la nave del Partito democratico lucano guidata dal commissario regionale Dario Stefàno. L’amara constatazione si è fatta largo tra i dem nelle ultime ore, nell’attesa – rimasta delusa – di una conferma di quanto si era detto giusto un mese fa, nel direttivo convocato dal senatore salentino, in cui l’ex governatore Marcello Pittella aveva formalizzato l’intenzione di rinnovare la tessera e la chiusura della riflessione su un suo eventuale passaggio nel nuovo partito di Renzi, con l’amico ed ex segretario regionale Pd Mario Polese e gli storici alleati Luca Braia e Maria Antezza.

In quella circostanza, infatti, s’era concordato che la settimana tra il 10 e il 17 febbraio sarebbe stata l’ideale per un grande evento di livello regionale: qualcosa di simile a un’assemblea ma allargata anche all’esterno, per rispondere alla sala piena del debutto potentino degli scissionisti di Italia Viva, agli inizi di dicembre. Ma a distanza di qualche giorno, peraltro dalle colonne del Quotidiano, era arrivata una prima delegittimazione di quel direttivo, composto dagli eletti più una rappresentanza delle varie correnti del partito, dalla segretaria provinciale di Potenza, Maura Locantore.

Così nel capoluogo è già andato in scena un primo evento della «base» radunata da Locantore alla presenza di uno zingarettiano del cerchio ristretto del segretario nazionale come Nicola Oddati, responsabile Mezzogiorno del Nazareno. Una mossa che ha spiazzato gli storici esponenti lucani dell’area zingarettiana, che a quel punto non hanno avuto esitazioni a ricordare i trascorsi renziani e iper-pittelliani della stessa Locantore, che era stata tra i sostenitori della candidatura per un bis in Regioni dell’ex governatore alle elezioni di marzo dell’anno scorso, e viene accusata di aver avuto un peso determinante anche nell’infelice scelta, in sua vece, di Carlo Trerotola. Delegittimazione per delegittimazione, insomma. Questo il gioco su cui sarebbe chiamato a intervenire Stefàno, che in questi giorni ha molto da fare anche nella sua Puglia in vista delle regionali.

L’unico segnale positivo per il popolo dem, quindi, resta quello dell’Emilia Romagna, ma soltanto perché ha allontanato l’appuntamento con le urne per il rinnovo del parlamento. Se questo si allontana, infatti, c’è tempo anche per valutare meglio quanto c’è da fare qui per il prossimo congresso regionale. Anche se l’asse Cifarelli-Pittella freme per chiudere quanto primo, forte di un vantaggio di partenza che appare difficile da insidiare.

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