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Caso mini vitalizi in Regione Basilicata, la dura presa di posizione della Cisl lucana
«Lo abbiamo detto quando la norma fu approvata nottetempo dal Consiglio regionale e lo ribadiamo oggi: la norma che istituisce il mini vitalizio per i consiglieri regionali è discutibile nella sostanza, nella forma e nella tempistica. Lo soluzione è una sola: abrogare la norma e destinare le risorse del fondo del contributo di solidarietà alla riduzione delle rette delle residenze socio-assistenziali per anziani non autosufficienti». È quanto afferma il segretario generale della Cisl Basilicata Vincenzo Cavallo.
MINI VITALIZI, CAVALLO, CISL: «UNA SOLA SOLUZIONE, ABROGARE LA NORMA»
Si tratta dell’ottenimento di un assegno mensile di circa 600 euro al compimento dei 65 anni, a fronte del versamento di contributi pari a 570 euro al mese per i cinque anni di mandato. Quanto la pensione minima di chi in Basilicata ha lavorato per una vita. In altre parole un mini vitalizio, approvato dalla maggioranza del centrodestra del parlamentino lucano – con astensione di Avs-Psi e voti contrari di M5s, Pd e Basilicata Casa Comune – come emendamento al collegato alla legge di Stabilità a ridosso del Natale.
«UN ATTO DI SFIDA VERSO MIGLIAIA DI FAMIGLIE IN DIFFICOLTÀ»
«La questione centrale, prima ancora che il profilo tecnico della norma, è il messaggio che il provvedimento lancia ai lucani. In una fase storica segnata da una profonda crisi di fiducia nelle istituzioni politiche – osserva Cavallo – l’introduzione dei mini vitalizi assume il valore di un atto di sfida di una parte consistente della classe politica regionale verso migliaia di famiglie che ogni giorno fanno i conti con difficoltà concrete: carovita, disoccupazione, emigrazione, rinuncia alle cure. Inoltre, la scelta di inserire la norma attraverso un emendamento al collegato alla legge di stabilità ha di fatto impedito un confronto aperto e trasparente, sottraendo il tema ad un dibattito pubblico consapevole».
MINI VITALIZI, LA TRASPARENZA NON È UN OPTIONAL
«Quando si interviene su norme che incidono direttamente sul patto di fiducia tra cittadini e istituzioni, la trasparenza non è un optional, ma una condizione imprescindibile. In caso contrario, il rischio è quello di ampliare ulteriormente il solco, già profondo e allarmante, come dimostrano i dati sulla partecipazione elettorale, che separa governanti e governati. Sul piano sostanziale – continua il segretario della Cisl – non possono essere ignorate le perplessità legate alla legittimità della norma. Le critiche si concentrano in particolare sulla sua possibile efficacia retroattiva e sul controverso richiamo al principio dell’invarianza di spesa».
CAVALLO, CISL: «IN GIOCO C’È LA FIDUCIA DEI CITTADINI NELLA POLITICA»
«Si tratta di elementi che rendono l’impianto della norma fragile dal punto di vista giuridico, a conferma del fatto che essa è maturata senza un confronto ponderato. Alla luce di queste motivazioni, il ravvedimento del Consiglio regionale è un atto doveroso, non solo nei confronti dei cittadini lucani, ma anche per salvaguardare la credibilità e la trasparenza delle istituzioni democratiche. Per questo sollecitiamo che le risorse accantonate nel fondo di solidarietà vengano utilizzate per intervenire sulle rette delle residenze socio-assistenziali per anziani non autosufficienti, i cui rincari annunciati nei giorni scorsi rischiano di mettere in ginocchio tante famiglie. In gioco non c’è una singola norma – ammonisce Cavallo – ma la fiducia dei cittadini nella politica e nella sua capacità di lavorare per il bene comune».
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