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Vito Bardi

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POTENZA – Non solo il capogruppo azzurro Francesco Piro, sempre più in rotta con gli altri esponenti del suo stesso partito in Regione, e il “battitore libero” Vincenzo Baldassarre. Ma anche i due “diversamente leghisti”, Massimo Zullino e Giovanni Vizziello, e un assessore regionale in carica, come la leghista Donatella Merra.

Si va compattando sempre più il fronte dei “dissidenti” all’interno della maggioranza di via Verrastro, dove da giorni sono tornate a tenere banco: la richiesta di un nuovo rimpasto di giunta; e l’ipotesi di un “intergruppo” trasversale alla coalizione uscita vincitrice alle elezioni del 2019.

Ieri l’immagine plastica di questo esperimento di emancipazione dai partiti di appartenenza è arrivata dalla conferenza stampa convocata da Vizziello per presentare il regolamento attuativo della legge regionale sulle agevolazioni ai giovani per la prima casa. E già il ritorno sulla scena del medico materano, affiancato da Zullino, sarebbe potuto bastare a destare qualche curiosità, dopo le ripetute assenze in aula di entrambi, che già a marzo si distinsero, con Piro, per non aver votato contro la mozione di sfiducia indirizzata al governatore Vito Bardi dalle opposizioni, per protesta contro la giunta appena nominata. Giunta da cui è rimasto fuori Baldassarre, dopo appena 3 settimane di esperienza come assessore all’agricoltura nel Bardi bis, per far posto all’ingresso di un secondo assessore di Fratelli d’Italia.

Se dovesse consolidarsi l’asse manifestatosi ieri mattina, insomma, è evidente che gli equilibri all’interno della maggioranza che sostiene il governatore andrebbero completamente riscritti. Con i leghisti che scenderebbero da 5 a 3 consiglieri, diventando il terzo gruppo politico dietro Fratelli d’Italia, con 4 consiglieri come i “non allineati”, e Forza Italia staccata con un solo consigliere. Uno scenario che costringerebbe al governatore a varare il tanto auspicato Bardi quater, penalizzando, quasi certamente, l’unico assessore forzista in carica, Franco Cupparo, da giorni nel mirino di Piro sia per le posizioni in tema di forestazione che sull’uscita della Regione Basilicata dal consorzio di Pontecagnano.

Ieri le tensioni all’interno della maggioranza sono riemerse anche all’interno dell’ufficio di presidenza del Consiglio regionale, che nel primo pomeriggio ha proceduto alla nomina di Dino Viggiani come direttore generale. Con un incarico della durata di un anno e a titolo gratuito, in quanto già pensionato.

Qualche ora dopo, infatti, l’ufficio di presidenza sarebbe tornato a riunirsi sotto la guida dello stesso Piro, che è anche vicepresidente dell’Assemblea, per dirimere una serie di questioni pendenti, nonostante l’assenza del presidente, il leghista Carmine Cicala, che intanto era partito per una missione di rappresentanza in Argentina. Inclusa la proposta di intitolazione della sala stampa “Alle radio libere, del ricordo del pioniere Nino Postiglione”. Uno schiaffo in piena regola che ha riacceso lo scontro innescatosi nelle scorse settimane dopo gli attacchi di Piro a Cicala costati al capogruppo azzurro anche una severa reprimenda del governatore.

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