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Parte dei soldi e dell’eroina

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POTENZA – Non solo hanno continuato a spacciare anche durante il lockdown (probabilmente mettendosi d’accordo telefonicamente con gli acquirenti e concordando orario e luogo in modo poi da giustificare il loro essere fuori dalle abitazioni con la scusa di essere usciti per fare la spesa) ma hanno anche aumentato i prezzi delle singole dosi di eroina: mezzo grammo per cui prima si facevano dare 20 euro poi se lo sono fatti pagare 30.

Tre uomini – due nigeriani e un gambiano di età compresa tra i 40 e i 24 anni – sono stati arrestati dagli agenti della sezione antidroga della Squadra Mobile, diretta da Donato Marano, nell’ambito di un’operazione coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Potenza.

Le misure di custodia cautelare emesse dal gip hanno fatto sì che le porte del carcere si aprissero per Mammbye Ndog, di 40 anni, di origine gambiane, e di Obinna Kingsley Nwanyanwu (30) e di Abubakar Amadu (24), entrambi di origini nigeriane.

All’arresto dei tre si è giunti a seguito di indagini, durate parecchi mesi, da parte della Squadra Mobile. Tutto è cominciato con un arresto l’estate scorsa che in un primo momento poteva anche sembrare uno dei tanti che si sono susseguiti nei mesi passati e che, invece, poi si è rivelato utile a comprendere che sotto c’era un’organizzazione ben più organizzata e articolata con tanto di suddivisione tra i tre arrestati delle rispettive aree di competenza. In pratica ognuno dei tre si occupava solo ed esclusivamente di una parte della città.

Aree di competenza che coprivano il centro storico (una delle basi un piccolo appartamento in un vicolo tra piazza XVIII Agosto e l’inizio di corso Umberto), la zona di viale Dante e la periferia soprattutto la zona di Rossellino, di contrada Marrucaro e nell’area attorno a via del Gallitello.

Dicevamo che tutto ha preso il via con un arresto.
È giugno dello scorso anno quando Abubakar Amadu, all’epoca 23enne, viene arrestato dagli agenti della Mobile, in flagranza di reato, per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefa. Il nigeriano all’epoca fu beccato per strada e trovato con diverse dosi di marijuana pronte per la cessione a giovani acquirenti e con 340 euro . Gli agenti perquisirono anche l’abitazione dove furono trovati 17 grammi di marijuana nascosti in un materasso.

Ed è proprio dall’arresto del giovane nigeriano che la Mobile ha cominciato a mettere assieme una serie di tasselli che poi hanno portato alla scoperta di quella che gli investigatori hanno scoperto essere un’altra rete di spaccio messa su da Abubakar Amadu, Mammbye Ndog e Obinna Kingsley Nwanyanwucenti.

Rete di spaccio per lo più di eroina ma in alcuni casi anche di hashish e marijuana. Nel corso delle perquisizioni, svolte anche con i cani antidroga, sono state sequestrate svariate migliaia di euro in contanti e anche alcuni quantitativi di sostanze stupefacenti che i tre (Abubakar Amadu ha continuato a spacciare nonostante fosse ai domiciliari e beccato a Potenza in casa di un conoscente nonostante avesse dovuto trovarsi in un centro di accoglienza a Matera) non avevano ancora fatto in tempo a vendere. Non si esclude che l’arresto dei tre pusher possa portare a individuare una rete ben più grande magari gestita dalal criminalità nigeriana.

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