Chiesa e monastero della Santissima Annunziata a Genzano di Lucania
INDICE DEI CONTENUTI
- 1 LE PERGAMENE PERDUTE E LA STORIA ANGIOINA DI GENZANO
- 2 MENCHISE, ASSOCIAZIONE ANNUNZIATA: «IL RITORNO MOTIVO DI ORGOGLIO»
- 3 PETACCA, VICESINDACO: «STIAMO DEFINENDO PERCORSO NATURALISTICO»
- 4 DON PASQUALE ORLANDO E L’IMPORTANZA DEL PATRIMONIO DEL MONASTERO
- 5 IL RACCONTO DELL’INTERA STORIA DELLE PERGAMENE
Dopo secoli di lontananza, quattro antiche pergamene del XIV secolo tornano a casa a Genzano di Lucania. Un evento che celebra la memoria del Monastero e la passione di chi non ha mai smesso di cercare le radici del territorio. L’Associazione dell’Annunziata: acquistate da un antiquario toscano col 5 per mille
GENZANO DI LUCANIA – Sono tornate a casa quattro antiche pergamene angioine. Un obiettivo inseguito e voluto dai soci e volontari dell’Associazione dell’Annunziata, con il prezioso supporto dell’archivio di Stato di Potenza.
LE PERGAMENE PERDUTE E LA STORIA ANGIOINA DI GENZANO
L’evento di presentazione del recupero di questi frammenti storici e identitari, datati XIV secolo, nel corso di una serata promossa dal Comune di Genzano e dall’Associazione dell’Annunziata. È stato proprio il presidente di quest’ultimo organismo, Nicola Menchise, a illustrare alla platea il rinvenimento di documenti (si tratta di atti notarili di compravendita di beni immobili) che raccontano la storia del territorio e del Monastero annesso alla Chiesa dell’Annunziata, che nei “Luoghi del cuore” Fai del 2022, ricordiamo, risultò al primo posto in Basilicata per numero di consensi.
MENCHISE, ASSOCIAZIONE ANNUNZIATA: «IL RITORNO MOTIVO DI ORGOGLIO»
«Tre pergamene – ha detto Menchise – sono custodite dall’Archivio di Stato, mentre la quarta è stata acquistata dall’Associazione con i fondi del 5 per mille da un antiquario in Toscana. Riportare nella nostra regione queste testimonianze è stato motivo di orgoglio, per la ricostruzione della storia del Monastero che si fregia di essere tra i primi insediamenti francescani dell’epoca e che nel ‘700 ospitava circa quaranta suore di clausura».
PETACCA, VICESINDACO: «STIAMO DEFINENDO PERCORSO NATURALISTICO»
A seguire è intervenuto il vicesindaco Cosimo Petracca che ha sottolineato l’opera meritoria dell’Associazione per valorizzare il patrimonio storico.
«Noi come Comune – ha aggiunto – siamo impegnati nella definizione di un percorso naturalistico che in tutta l’area del centro storico tiene in considerazione anche tutto il complesso della Chiesa dell’Annunziata».
DON PASQUALE ORLANDO E L’IMPORTANZA DEL PATRIMONIO DEL MONASTERO
Il parroco don Pasquale Orlando ha parlato dell’importanza di custodire il patrimonio del Monastero, «una delle strutture più antiche di tutto il Sud insieme a quella di Nardò».
«Il ritorno delle pergamene – ha commentato Tiziana Zaccagnino – evidenzia l’attività di vigilanza della Soprintendenza archivistica della Basilicata, perché mettendo in atto la tutela e le procedure di interesse culturale ha contribuito al recupero di tali beni».
IL RACCONTO DELL’INTERA STORIA DELLE PERGAMENE
Invece Rossella Baldelli, ha riferito del lavoro di conservazione, tutela e valorizzazione del patrimonio storico da parte dell’Archivio di Stato, «interventi eseguiti anche attraverso l’analisi paleografica, vale a dire lo studio critico delle antiche scritture». Infine Valeria Verrastro, docente archivistico dell’Università della Basilicata ha ricapitolato l’intera storia delle pergamene sottolineando che si tratta di atti privati riguardanti il Monastero fondato da Aquilina di Monteserico nel 1321, «Monastero poi soppresso – ha concluso – con una legge post-unitaria del 1862». La serata nell’auditorium «F. Zotta», si è conclusa con un applaudito concerto di arie d’opera “Armonie d’Autunno” con Angelica Disanto (soprano), Nico Sette (tenore) e Jacopo Sette al piano.
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