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Bagarre in consiglio comunale per l’approvazione del nuovo regolamento di polizia urbana. Insorgono la maggioranza, i genitori e i ragazzi: qui non ci sono aree attrezzate, andremo altrove

LA retorica della natura e dei “bei tempi andati” contro la deriva dei millennial che passano il tempo nella loro cameretta a smanettare tra computer e smartphone: quante volte l’avete sentita? Forse, però, a Pescopagano la vexata quaestio non esiste, se lunedì scorso il Consiglio comunale del centro del Potentino ha approvato il nuovo regolamento di polizia urbana che vieta di «praticare giochi con il pallone o altri oggetti e l’uso della bici sul suolo pubblico o ad uso pubblico a ciò non espressamente destinati e qualora ciò possa arrecare intralcio o disturbo, procurare danni ovvero (che in burocratese significa “oppure” – ndr) costituire pericolo per sé o per gli altri». Ma come, a Pescopagano è vietato giocare?
Si direbbe di sì, e il caso è diventato subito politico. La minoranza insorge: il regolamento «ci fa tornare indietro anni luce e mina le fondamenta di una società che vuole crescere. Questo proibizionismo non lo concepiamo e lo contrasteremo con ogni mezzo e in ogni sede. Questa maggioranza mira a far diventare Pescopagano un ospizio. Vietano ai nostri figli di andare in bici ancora prima di aver individuato e messo a disposizione le aree idonee. Il prossimo passo sarà il divieto di riunirsi e il coprifuoco. Questa è vera e propria pazzia».
Si va dai suggerimenti scontati (evitate di «determinare l’insorgere di uno stato di pericolo, anche potenziale, per persone o cose, non adottando le necessarie cautele idonee ad impedire la caduta di oggetti d’ornamento quali vasi, piante, ecc…, o di altro tipo, nella sottostante area pubblica»; tradotto: non posate sulla ringhiera quel vaso cinese a cui tenete tanto, potrebbe cadere e rompersi) al divieto di consumo di alcolici «nelle aree esterne ed immediatamente adiacenti agli esercizi commerciali, durante l’orario di apertura» (si direbbe dunque che al di fuori di quell’orario è invece consentito farlo).
Il consigliere di minoranza Michele Maffullo, già candidato sindaco, pubblica su facebook la nota della sua lista civica ApertaMente con tanto di estratti dal regolamento e la comunità inizia a confrontarsi. Prevalgono i toni tra l’incredulo e l’adirato. «La cosa che più mi meraviglia – si legge tra i commenti – è che chi fa queste regole ha figli ed ora mi chiedo, che futuro hanno in mente per loro? Non dico di guardare troppo lontano e prendere spunto dai paesi dell’Europa del nord, ma almeno da quelli confinanti».
Michele: «Siamo arrivati alla follia. Il regolamento sarà anche legittimo ma i divieti sono da città problematiche con migliaia di cittadini. Noi viviamo a Pescopagano e non mi risulta che ci sia un traffico tale da non poter circolare in bici, né tantomeno gente che beve e spacca le bottiglie per accoltellarsi. Se non bastasse il divieto di utilizzo della bici è in controtendenza a due principi fondamentali e cioè lo sport (attività fisica) e il rispetto per l’ambiente». Dina: «Forse c’è qualche area adibita a questi giochi di cui non siamo a conoscenza nascosta da qualche parte in questo paese che sta cadendo nell’oblio? Io proporrei di spostarci tutti a Conza dove c’è l’area giochi vicino alla Chiesa e udite udite non crea problemi a nessuno… o meglio andiamo a Rapone dove il sindaco sta provvedendo a elargire permessi e non divieti!».
Pietro ha una chiave di lettura agrodolce: «Si stanno portando avanti, perché perseguendo questa politica, fra qualche anno non ci saranno più giovani». Secondo Carmela «il bello dei nostri paesi cari amministratori è vedere i bambini che giocano a pallone ,vedere giovani che si fermano davanti ad un bar a parlare con gli amici anche con un aperitivo in mano o una birra e perché no è anche bello vedere i fiori ai balconi e alle finestre e la signora che sbatte il tappeto o la tovaglia. E poi mi dicono come fai a stare in campagna, a questo punto mi chiedo come fate voi a stare in un paese dove tra un po’ sarà vietato anche uscire a fare una passeggiata».
Antonella amplia la visuale («Perché non si adottano regolamenti “anticorruzione” in tutti i comuni? sarebbe molto più utile alla collettività!») e, mentre molti si lamentano di problemi ben più gravi – e visibili – come i parcheggi selvaggi e la spazzatura per strada, nel dibattito social si schiera anche qualche diretto interessato, ovvero un ragazzo: «Dicono che noi giovani dobbiamo andare a giocare al campetto sotto la benzina… ah sì? Dove il campetto non è a norma… e se poi qualcuno si fa male? Prima di mettere queste “regole” fate le aree attrezzate». Per una volta, vivaddio, la politica si declina attraverso il vissuto quotidiano.
Gabriele: «Avete presente quanto un genitore che non vuole che un figlio vada in un determinato luogo con la bici o che non giochi a pallone, tra le tante motivazioni inventa anche quella leggendaria del vigile che gli fa multa?». Ecco, a Pescopagano potrebbe succedere per davvero.
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