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Il cannone antipolveri utilizzato dalla ditta per demolire l’ex Coni

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Protesta dei cittadini ma il Comune di Potenza rassicura: le polveri derivanti dall’abbattimento dell’ex Coni saranno tenuti sotto controllo


POTENZA – Le polveri derivanti dall’abbattimento dell’ex Coni, a Montereale, saranno tenute sotto controllo attraverso i metodi previsti dalla legge: in tal senso si sono impegnati gli amministratori comunali in un incontro con alcuni residenti. I cittadini che vivono nelle vicinanze del parco – e che stanno scontando i problematici effetti del cantiere – continuano a farsi sentire, anche se forse ancora non in forma collettiva e organizzata.

Nel frattempo, la demolizione vera e propria è cominciata da due giorni. La mattina alle 7 la grande pinza mancia-cemento è in azione. Parte della struttura è già a terra. Nei giorni scorsi si è tenuto un incontro in Municipio fra alcuni condomini della zona (fra cui l’ingegner Antonio Santoro che si sta occupando molto attivamente della questione), il dirigente dell’ufficio Lavori pubblici del Comune, il direttore dei lavori, il coordinatore della sicurezza e l’assessore alla Viabilità, Francesco Giuzio, che dall’inizio sta garantendo la propria presenza e disponibilità.

Santoro, in una relazione affissa nel condominio in cui vive, ha dato conto dei punti affrontati, evidenziando quelli per i quali l’amministrazione si è impegnata.
Il Municipio si è detto disponibile a verificare le crepe sui muri del palazzo prima e dopo i lavori. Questo per capire se ci siano stati o meno avanzamenti; indisponibile a piazzare sensori di vibrazioni perché quelle previste dovrebbero essere «molto modeste».

Ha invece garantito che la ditta titolare dell’opera sfrutterà gli accorgimenti utili ad abbattere le polveri (cannoni nebulizzatori e sistemi di umidificazione) perché obbligati a farlo in base al Piano della sicurezza. Problema sentito: negli ultimi giorni si è visto qualche residente girare con la mascherina. C’è l’impegno anche sull’utilizzo di teli antipolvere e a garantire, documenti alla mano, l’assenza di amianto (o a eliminarlo prima di abbattere lo stabile). Promesse anche per l’impiego di pannelli fonoisolanti contro l’inquinamento acustico e a non consentire il lavoro nelle fasce orarie vietate.

Poi c’è il grande problema dell’assenza di parcheggi, e anche qui un altro impegno: «Ridurre l’ingombro in strada e liberare vie di fuga a stalli-sosta».
Infine, fornire spartineve e spargisale sull’unica, ripida via d’accesso in vista di eventuali nevicate e rimuovere ogni barriera architettonica creatasi col cantiere. Impegni ottenuti da un singolo condominio ma di cui usufruiranno anche gli altri abitanti della zona.
Di problemi ne restano ancora molti e solo con un’organizzazione collettiva i residenti di Montereale potranno chiedere impegni in maniera più incisiva.

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