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Il comune di Venosa

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POTENZA – Nessun colpevole per le presunte mazzette pagate, 9 anni orsono, dall’imprenditore Rocco Cavallo ai suoi referenti all’interno del Comune di Venosa: il responsabile dell’ufficio legale dell’amministrazione oraziana, Donato Mennuti; la dirigente dell’ufficio Ambiente, Elisabetta Pescuma; e Antonietta Campanale, addetta all’ufficio di segreteria del sindaco dell’epoca.

E’ quanto deciso ieri pomeriggio dal collegio del Tribunale di Potenza, presieduto da Rosario Baglioni.
I giudici hanno respinto la richiesta avanzata poco prima in aula dalla pubblica accusa, che aveva indicato in 4 anni di reclusione la pena da infliggere a ognuno degli imputati.

Accolte, invece, le questioni sollevate dai difensori (Nicola Spiniello per Cavallo, Antonio De Marco per Mennuti e Pescuma, e Bruno Tamburriello per Campanale), che avevano chiesto l’assoluzione dei loro assistiti. Specie quelli dei tre dipendenti comunali accusati aver goduto delle elargizioni dell’imprenditore, che avevano rinunciato alla prescrizione chiedendo una pronuncia nel merito.
Per loro, quindi, è arrivata l’assoluzione con la formula dell’insufficienza probatoria. Mentre Cavallo è stato prosciolto per prescizione.

Gli episodi contestati erano tre, il più datato dei quali risale al 2010.
Ai militari della compagnia carabinieri di Venosa, Cavallo aveva raccontato che Pescuma, che all’epoca guidava l’ufficio Lavori pubblici e urbanistica, avrebbe ricevuto 700 euro «per fargli aggiudicare dei lavori da parte del Comune di Venosa, e agevolarlo nei pagamenti».

Due anni dopo invece, sperando sempre di ottenere lavori e una corsia preferenziale nei pagamenti, Cavallo avrebbe “omaggiato” Campanale, con l’«assunzione temponea in nero» alle sue dipendenze di un familiare. Infine un’ultima regalia, da 300 euro in contanti, sarebbe stata consegnata a Mennuti, ad agosto del 2016, per convincerlo a «non esperire le attività difensive in sede giudiziaria» per conto del Comune di Venosa, rispetto ad alcuni pagamenti pretesi dalla sua cooperativa, la “Team Pegaso”.

In particolare: un primo decreto ingiuntivo del Tribunale di Potenza, datato maggio 2012, per una fattura non onorata da 24.200 euro; e un secondo decreto ingiuntivo del giudice di pace di Venosa, del 2016, per una fattura da 5.800 euro datata febbraio 2015.
Le motivazioni della pronuncia verranno depositate entro i prossimi 90 giorni.
l.a.

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