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POTENZA – Il collegio del Tribunale di Potenza presieduto da Rosario Baglioni ha condannato a 3 anni e 8 mesi di reclusione il parrucchiere potentino Rocco Cantore, accusato di abusi sessuali su una sua dipendente.
I giudici hanno rivisto al rialzo le richieste avanzate ieri mattina in aula dal pm Giuseppe Borriello, che si era fermato a 3 anni di reclusione.


Stando a quanto sostenuto dal magistrato, infatti, dei due episodi contestati al sessantenne Cantore solo il secondo sarebbe stato punibile. Il primo, invece, sarebbe stato commesso senza la consapevolezza da parte dell’imputato della contrarietà della presunta vittima, poco più che ventenne, che ha raccontato di essersi confidata col suo “capo” sulla fine di una relazione sentimentale, e di aver considerato l’abbraccio offertole come un gesto di conforto. Salvo poi trovarsi le mani di lui nelle mutandine, e non riuscire a pronunciare nemmeno una parola per manifestargli il suo dissenso.


In aula i difensori di Cantore, gli avvocati Donatello Cimadomo e Daniele De Angelis, avevano chiesto l’assoluzione del loro assistito evidenziando la sua convinzione che vi fosse il consenso della presunta vittima anche al secondo approccio. Tanto più che anche questo sarebbe avvenuto nello stesso locale, adibito a deposito, del suo salone, e anche in questo caso lui le avrebbe offerto un abbraccio che lei ha corrisposto.
Di diverso avviso, invece, il difensore della ventenne, costituitasi come parte civile con l’avvocato Valeria D’Addezio, che ha evidenziato le esplicite rimostranze espresse della sua assistita dopo alcuni giorni trascorsi ad elaborare lo shock per il primo episodio, e la sudditanza che le incuteva Cantore, in quanto suo datore di lavoro.


Il Tribunale ha condannato il parrucchiere anche a una serie di pene accessorie, ma ha negato la provvisionale da 100mila euro sul risarcimento dei danni da liquidare alla vittima, che era stata chiesta dal difensore di quest’ultima.
Le motivazioni della sentenza verranno depositate nelle prossime settimane. Poi inizieranno a decorrere i termini per il ricorso in Appello.
A novembre del 2019, 4 mesi dopo il secondo episodio e la denuncia della ragazza, Cantore era finito anche agli arresti domiciliari per queste accuse.
In seguito, però, è tornato in libertà ed è tuttora sottoposto soltanto al divieto di avvicinarsi alla sua presunta vittima.

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