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Vincenzo Senatore e Camillo Falvo

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Presentato un ricorso al Tar sulla designazione del nuovo procuratore capo di Potenza. Il sostituto in Cassazione Senatore: «Maggiore la mia esperienza come pm»


POTENZA – Finisce al Tar del Lazio la nomina del nuovo procuratore capo di Potenza, Camillo Falvo. Proprio come sette anni orsono toccò a quella del suo predecessore, Francesco Curcio.
A chiedere l’annullamento della delibera del Consiglio superiore della Magistratura dello scorso 18 febbraio, e è stato un altro degli aspiranti all’incarico, il sostituto procuratore generale della Corte di cassazione Vincenzo Senatore, già pm Antimafia a Salerno.

RICORSO AL TAR PER LA NOMINA DEL PROCURATORE CAPO DI POTENZA, CAMILLO FALVO


Il ricorso ruota attorno alla mancata valorizzazione della sua maggiore esperienza come pm, 26 anni e 7 mesi, rispetto ai 17 anni di anzianità nel ruolo del procuratore “uscente” di Vibo Valentia, Falvo, che per 8 anni ha ricoperto il ruolo di giudice a Catanzaro.
Ad avviso di Senatore, quindi, la commissione competente per gli incarichi direttivi avrebbe errato nel sottoporre al plenum tra tutte le candidature quella di Falvo assieme a quella del procuratore aggiunto di Potenza, Maurizio Cardea, forte di 34 anni di anzianità nel ruolo di pm.
La domanda presentata da quest’ultimo, inoltre, ad avviso del sostituto procuratore della Cassazione andrebbe dichiarata inammissibile in quanto corredata da «modulistica relativa agli uffici direttivi di piccole e medie dimensioni, anziché quelli relativi agli uffici di grandi dimensioni (quale è la Procura della Repubblica di Potenza)».

IL VOTO CONTRO IL RICORSO DI SENATORE


Mercoledì prossimo il Csm dovrebbe votare la costituzione in giudizio contro il ricorso di Senatore.
Secondo l’ufficio studi dell’organo di autogoverno delle toghe, infatti, il ricorso contesterebbe il merito – insindacabile – della decisione, più che la sua legittimità.
«La motivazione articolata nella delibera impugnata ben chiarisce le ragioni per le quali con riferimento agli uffici direttivi di grandi dimensioni non vi sia spazio per poter configurare una “valenza selettiva escludente”, ancorata al mero dato concernente la maggiore “anzianità di settore”». Così l’ufficio studi.
Nella bozza della delibera di costituzione in giudizio si difende anche l’esito della comparazione dei profili dei vari aspiranti effettuata.

«Peraltro, è comunque opportuno ricordare che il dott. Falvo prevale sul ricorrente anche (…) essendo alla vacanza Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Vibo Valentia».

LE RICHIESTE AL TAR DI SENATORE


Bocciata, poi, la richiesta di dichiarare inammissibile, in caso di annullamento della delibera di nomina di Falvo, la domanda per l’incarico presentata da Cardea, che intanto è stato scelto come nuovo procuratore aggiunto a Salerno.
Senatore ha chiesto al Tar anche la sospensiva degli effetti della nomina del nuovo procuratore capo di Potenza.
Di qui l’opposizione proposta dall’ufficio studi del Csm, per cui non sarebbero stati indicati, nel ricorso, i pericoli a cui si andrebbe incontro in caso di mancata concessione della sospensiva.

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