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VIGGIANO – «Il gruppo consiliare “Vince Viggiano” esprime disappunto e preoccupazione per l’atteggiamento dilatorio fin qui mostrato dai rappresentanti istituzionali, regionali e locali, rispetto alla necessità di rinnovare al più presto la convenzione con la Fondazione Enrico Mattei, già da qualche tempo scaduta».
Inizia così la lettera inviata dal capogruppo di “Vince Viggiano”, Luca Caiazza al governatore della giunta regionale, Vito Bardi, al presidente del consiglio regionale, Carmine Cicala e al capogruppo del Pd consiglio regionale, Roberto Cifarelli. La questione è legata al rinnovo della convenzione con la Feem, sede di Viggiano.


La Fondazione Mattei è presente in Basilicata dal 2007 in attuazione del “Protocollo d’Intenti tra Eni e Regione Basilicata per l’estrazione di idrocarburi nella Val d’Agri” del 1998. Le attività coinvolgono complessivamente circa 30 tra ricercatori e collaboratori, staff di supporto e coordinamento, per la quasi totalità risorse locali.
«Un presidio di cultura, sviluppo ed occupazione, come la Feem, non può non destare attenzione e – solleva Caiazza – soprattutto non può essere persa di vista, da parte di chi amministra oggi una realtà socio-economica complessa come la Basilicata, la finalità per la quale essa fu insistentemente richiesta e opportunamente istituita».


Per il consigliere comunale «un territorio, quello lucano, che continua a vedersi sempre più “spogliato” di servizi, ai quali potrebbe aggiungersi anche la Feem, se non si intessono – sollecita – tempestivamente le corrette relazioni istituzionali per un rinnovo collaborativo, tanto auspicabile quanto necessario, in un’ampia ed organica prospettiva di sviluppo territoriale».
La questione, infatti, è proprio questa: «la Fondazione – rimarca Caiazza – rappresenta un “servizio essenziale” per una regione, come la Basilicata, in continua ricerca di riscatto, che non può avvenire senza la innovazione, la cultura e la formazione. E la Feem, specialmente in questo particolare momento storico, può servire a tutto questo, offrendo un contributo qualificato, insieme ad altre istituzioni culturali e formative, soprattutto all’Unibas». «Molte iniziative, come è noto, sono state proposte – continua il leader di Vince Viggiano – ed attuate negli anni passati e molte altre sono pronte per essere promosse e realizzate. E non può nemmeno essere ignorata, ad esempio, la partecipazione auspicabile ed autorevole della Feem nel progetto di candidatura della Festa della Madonna di Viggiano o nella proposta di altre iniziative culturali lucane a patrimonio immateriale dell’Unesco». Secondo l’esponente d’opposizione del comune di Viggiano «è inaccettabile, pertanto, chiudere un’esperienza positiva ed importante, che accompagna la Basilicata da quindici anni, solo perché l’indifferenza o il tirare a campare hanno investito le istituzioni regionali. Roba da non credere! E’ poi sconcertante pensare di derubricare la questione ad una mera vicenda economica: non può e non deve passare il concetto che bisogna essere pagati perché la Fondazione E. Mattei possa continuare ad operare nel territorio regionale».


«Ad un tale presidio di cultura e sviluppo – aggiunge Caiazza – si dice sì, senza se e senza ma, ovvero senza chiedere un’aggiunta al conto, rispetto ad un accordo siglato tra multinazionali del petrolio (Eni e Shell) e Regione Basilicata, perché riteniamo che la “contaminazione culturale” è la forma di sviluppo sostenibile più utile al territorio lucano».
«“Il “marchio” Feem è un certificato di qualità per la Basilicata, che coniuga ottimamente progresso culturale e sociale, promozione del territorio e valorizzazione dello stesso, ma soprattutto – rimarca – diventa lo strumento migliore per affrontare la sfida della transizione energetica, che nella terra delle estrazioni e dei grandi stakeholders industriali descrive il più grande riscatto sociale che la Basilicata possa affrontare. Pertanto, il gruppo consiliare “Vince Viggiano” sollecita – conclude Caiazza – nell’immediato la soluzione di una vicenda, che sta creando non poco imbarazzo e sconcerto per la mancanza di sollecitudine da parte della giunta regionale e che non sarebbe nemmeno dovuta diventare oggetto di discussione di fronte all’opinione pubblica».

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