Immagine catturata da una videocamera di sorveglianza
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Banda dei tabacchini, un arresto e 3 ricercati. Rubati gratta & vinci, sigarette e valori per oltre 300.000 euro. L’indagine di carabinieri e Procura ricostruisce 34 colpi tra Basilicata e altre regioni
Un’indagine lunga oltre un anno, costruita incrociando sopralluoghi, immagini di videosorveglianza, spostamenti sospetti e decine di episodi messi in fila uno dopo l’altro.
Così Procura della Repubblica di Potenza e Carabinieri del Comando provinciale hanno ricostruito – secondo l’impianto accusatorio – l’attività di una banda specializzata nei furti ai danni di tabaccherie e rivendite di generi di monopolio, attiva in Basilicata ma anche in Campania, Puglia e Lazio.
BANDA DEI TABACCHINI, L’OPERAZIONE DEI CARABINIERI
All’alba di ieri, martedì 19 maggio 2026, i militari della Compagnia di Venosa avevano in mano un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip del Tribunale di Potenza, su richiesta della Procura, nei confronti di quattro cittadini albanesi ritenuti parte di un gruppo criminale itinerante accusato di aver messo a segno, o tentato, ben 34 colpi tra febbraio 2023 e marzo 2024. L’operazione ha portato alla cattura, nel Bolognese, di uno dei sospetti componenti della banda. Per gli altri tre – che si sono sottratti all’arresto – sono scattate immediatamente le ricerche coordinate dell’Arma e della magistratura.
LE INDAGINI
Secondo quanto ricostruito dal Nucleo Operativo e Radiomobile di Venosa, il gruppo si muoveva seguendo uno schema preciso. Prima i sopralluoghi, spesso ripetuti più volte, per studiare ingressi, sistemi di allarme, vie di fuga e abitudini dei titolari. Poi l’azione, quasi sempre nel cuore della notte: saracinesche forzate, porte sfondate e locali devastati nel tentativo di arraffare soprattutto sigarette, gratta e vinci, valori bollati (e contanti), merce facilmente piazzabile nei circuiti illegali.
La scia di furti avrebbe attraversato buona parte del Sud Italia, toccando Venosa, Melfi, Rionero in Vulture e Lagonegro in Basilicata, ma anche Sala Consilina, Foggia e Frosinone. Un’ondata di colpi che, negli ultimi mesi, aveva creato forte preoccupazione soprattutto tra i commercianti dei piccoli centri e delle aree periferiche, spesso costretti a fare i conti non solo con il valore della refurtiva, ma anche con danni pesanti alle strutture degli esercizi.
BANDA DEI TABACCHINI, IL VALORE DEI COLPI
Il danno economico complessivo stimato dagli investigatori supera i 300.000 euro.
Determinante, nell’inchiesta coordinata dalla Procura potentina, è stata l’analisi incrociata dei dati raccolti sul territorio: telecamere, movimenti dei veicoli, comparazione degli orari e modalità d’azione avrebbero consentito ai Carabinieri di attribuire i vari episodi allo stesso gruppo. Gli investigatori parlano infatti di un modus operandi «seriale e standardizzato», elemento che avrebbe permesso di collegare tra loro decine di incursioni avvenute anche a centinaia di chilometri di distanza.
L’ALLARME PER I FURTI
L’allarme generato dai furti aveva spinto anche la Prefettura di Potenza ad avviare specifiche attività di coordinamento con le forze dell’ordine per arginare il fenomeno. Secondo quanto riferito dagli investigatori, negli ultimi mesi si sarebbe registrata una diminuzione degli episodi.
Per tutti gli indagati resta valido il principio di presunzione di innocenza fino a eventuale sentenza definitiva di condanna.
«L’esito dell’attività testimonia l’efficacia della risposta istituzionale fornita dallo Stato a tutela dei cittadini e dell’economia locale», dichiarato in una nota il comandante provinciale dei Carabinieri di Potenza, colonnello Luca D’Amore, rinnovando l’invito ai cittadini a segnalare tempestivamente movimenti sospetti al 112.
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