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La studentessa potentina Elisa Claps

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POTENZA – La chiesa della Santissima Trinità, nel cuore del centro storico di Potenza, resta ancora chiusa, simbolo di una ferita non completamente rimarginata: è nel sottotetto di quel tempio, infatti, che – secondo gli investigatori – 27 anni fa, il 12 settembre 1993, fu uccisa la studentessa potentina Elisa Claps.

La sua misteriosa scomparsa fu a lungo un giallo rompicapo, risolto solo 17 anni dopo, quando, il 17 marzo 2010, il cadavere della ragazza fu ritrovato proprio nel sottotetto di quella chiesa. La mano omicida – hanno concluso gli inquirenti – fu quella di uno spasimante respinto, Danilo Restivo, che oggi ha 48 anni, col vizietto di tagliare ciocche di capelli alle ragazze, condannato con sentenza irrevocabile a 30 anni di reclusione. L’uomo, che ha ammesso di aver incontrato quel giorno la ragazza ma ha sempre negato di averla uccisa, sta scontando la pena in Inghilterra, dove è stato condannato per un altro delitto, quello di Heather Barnett, una sarta inglese uccisa il 12 novembre 2002 a Charminster, un villaggio del Dorset nei pressi di Bournemouth.

Muovendosi tra , presunti depistaggi e reticenze, false perizie, dichiarazioni di testimoni giudicate di volta in volta inattendibili, erronee, fantasiose o romanzate, i giudici hanno concluso che fu proprio Restivo, la mattina di quel 12 settembre di 27 anni fa, a infliggere 13 coltellate ad Elisa Claps, che ne provocarono la morte.

Ventitre anni sono stati necessari per arrivare alla sentenza definitiva, pronunciata dalla Cassazione il 23 ottobre 2014. Ma il giorno stesso della scomparsa della ragazza la polizia aveva puntato il dito contro Restivo, ritenendo che egli potesse essere direttamente coinvolto nella vicenda. Contro di lui sono emersi numerosi elementi indiziari, il più importante dei quali rappresentato dal ritrovamento del suo Dna (non rilevato in una precedente perizia) sulla maglia che Elisa Claps indossava al momento della scomparsa e del ritrovamento del cadavere. E oggi Libera è tornata ad affermare che «non smetteremo di credere che prima o poi, pur restando nell’ombra e nel segreto come avete fatto da quel 12 settembre, in un modo o nell’altro ci direte finalmente i volti e i nomi dei protagonisti di quel giorno che ha cambiato la storia di Potenza».

È uno dei passaggi di una lettera aperta scritta da don Marcello Cozzi (Libera Basilicata) per ricordare l’omicidio di Elisa Claps, la giovane studentessa potentina uccisa il 12 settembre 1993, il cui cadavere fu ritrovato nel sottotetto della chiesa della Trinità, nel 2010. Una lettera in cui il rappresentante di Libera ha posto una serie di domande sugli autori dell’occultamento del corpo, e sui «mandanti». «Che cosa pensaste quando vi rendeste conto che il cadavere da far sparire era quello di una ragazzina innocente?», ha evidenziato il sacerdote, e «avete mai avuto timore che prima o poi qualcuno avrebbe potuto trovare quei poveri resti? O eravate certi che quel segreto sarebbe rimasto per sempre?».

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