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Carabinieri davanti all’abitazione nel centro storico di Brienza dove è avvenuta la tragedia

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POTENZA – «Mia madre era molto invadente. Lo è stata per tutta la vita. Per questo ho avuto quell’attimo di sfogo (…) Le ho detto basta, e poi l’ho presa e buttata per le scale». Ha confessato così, con queste parole, il 42enne di Brienza Antonio Ventre, in carcere da domenica mattina con l’accusa di aver ucciso la madre, Irene Lopardo (LEGGI).

Un’omicidio «preterintenzionale» aggravato da rapporto di parentela tra vittima e assassino, secondo il pm titolare dell’inchiesta, Sarah Masecchia. Che vuole dire che il figlio non avrebbe avuto l’intenzione di uccidere la madre, con cui viveva in un appartamento nel centro storico del paese, ma sarebbe stato ben conscio che il suo gesto, quello di lanciarla per le scale, avrebbe potuto portare anche a un esito di questo tipo.

Ventre è stato sentito ieri mattina dal gip di Potenza Lucio Setola, durante l’udienza di convalida dell’arresto effettuato dai militari della locale stazione dei carabinieri poco dopo la scoperta del corpo.

Di fronte al giudice il 42enne, affetto da problemi psichici, ha ammesso la confusione dei momenti successivi al fattaccio, quando è stato trovato dai carabinieri a spasso per il paese in condizioni tali da richiedere il trasporto all’ospedale di Villa d’Agri per un accertamento sanitario obbligatorio.

D’altra parte si è mostrato del tutto consapevole del motivo della sua detenzione e della presenza in aula («è per quello che ho fatto a mia madre»), e ha spiegato di essere già stato in Tribunale in precedenza, per un’udienza sulla nomina del suo tutore legale.

Quindi ha dichiarato, parlando senza alcun tipo di concitazione, di non volersi avvalere della facoltà di restare in silenzio, e ha annunciato l’intenzione di nominare come difensore di fiducia l’avvocato Lorenzo Petracca in luogo di quello d’ufficio, l’avvocato Laura Giosa, che l’ha comunque assistito per l’intera durata dell’interrogatorio.

Un quadro psicologico complesso, insomma, che andrà senz’altro vagliato per capire fino a che punto l’uomo fosse capace di intendere e di volere quando avrebbe ucciso la madre, e può essere chiamato a risponderne.

«Mi stava sempre addosso». Ha aggiunto Ventre rispondendo alla domanda sui motivi dell’accaduto. «Ecco perché me sono andato in varie comunità». Rispetto, invece, alla causa scatenante dell’esplosione di violenza repressa, il 42enne ha raccontato che erano in cucina quando ha visto la madre venirgli contro «in maniera minacciosa». A quel punto avrebbe deciso di fargliela pagare.

Al termine dell’interrogatorio il gip ha convalidato l’arresto effettuato dai carabinieri e ha spiccato un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei suoi confronti. Poco prima dell’udienza, invece, era stato il pm titolare dell’inchiesta ad affidare l’incarico per l’autopsia sul corpo della donna che in serata è stato restituito ai familiari superstiti. In particolare la sorella di Ventre.

Nelle prossime settimane, quindi, è atteso il deposito della consulenza del medico legale per fugare gli ultimi dubbi sulla dinamica dell’accaduto. A partire dal momento esatto della morte della donna, che potrebbe essersi trascinata dopo la caduta provando a uscire in strada per chiedere aiuto. I funerali dell’80ennne si terranno oggi pomeriggio alle 17:30 nella chiesa di San Zaccaria.

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