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Affidopoli, Chiorazzo sfida Bardi: «Fuori le carte sulle commesse». Chiesta la relazione con l’esito delle verifiche interne al gruppo Regione.


POTENZA – Fuori le carte sulle commesse alle associazioni fantasma smascherate dal Quotidiano della Basilicata e la relazione con l’esito delle verifiche interne avviate dalla Regione dopo le rivelazioni sull’ “affidopoli lucana”. A chiederlo pubblicamente, ieri, è stato il vicepresidente della Regione Basilicata, Angelo Chiorazzo (Bacc). Proprio mentre gli agenti del Nucleo di polizia tributaria della Guardia di finanza entravano all’Arpab per chiedere a loro volta gli atti delle commesse affidate dall’agenzia, senza gara, alle organizzazioni non profit al centro del caso.

AFFIDOPOLI, LA CONTESTAZIONE ALLE RASSICURAZIONI DI BARDI

 «Dopo giorni di silenzi e giustificazioni di comodo, il presidente Bardi si è affrettato a comunicare che dalle verifiche fatte risulterebbero rispettati i principi di regolarità amministrativa. Una  rassicurazione che potrebbe avere un senso se non fosse che, appena  ventiquattr’ore dopo quella nota ufficiale, abbiamo appreso dagli  organi di stampa che la Guardia di Finanza è entrata negli uffici della  Regione Basilicata per acquisire tutta la documentazione relativa agli  affidamenti oggetto dell’inchiesta giornalistica, e oggi anche  giudiziaria, “Affidopoli lucana”. E’ evidente che non bastano verifiche  formali. Serve andare fino in fondo. Se la regione si girasse  dall’altra parte lasciando solo i magistrati il compito di fare  chiarezza sarebbe una sconfitta della politica. Perché la giustizia ha  il compito di sanzionare eventuali illeciti, ma la politica ha il dovere  di prevenire non solo le illegalità, ma anche il malcostume, le  connivenze e le relazioni corte».

ACCESSO AGLI ATTI CHIESTO AL DIRETTORE GENERALE

Così Chiorazzo in una nota in cui annuncia di aver presentato una formale richiesta di  accesso agli atti indirizzata al direttore generale della presidenza  della giunta, Donato Del Corso. Una richiesta che sa di sfida al governatore, e sarebbe stata accolta – stando a quanto riferito al Quotidiano da fonti qualificata – con un certo nervosismo dallo staff presidenziale. Il vicepresidente del parlamentino lucano spiega di aver chiesto, in particolare: «copia integrale della  relazione da lui firmata e citata dal presidente Bardi nella nota del 10  novembre, nonché tutta la documentazione relativa agli affidamenti  oggetto dell’inchiesta, inclusi eventuali atti, note, verifiche e  riscontri acquisiti o prodotti dagli uffici regionali».

AFFIDOPOLI, CHIORAZZO CHIEDE A BARDI: TRASPARENZA E VERITÀ SUBITO

«La relazione di Del Corso – afferma Chiorazzo – è il documento su  cui Bardi sta basando le affermazioni di regolarità. Per questo la  relazione deve essere resa pubblica insieme a tutti gli atti che  riguardano gli affidamenti contestati. I lucani hanno il diritto di  sapere se quegli approfondimenti hanno realmente affrontato il merito  della vicenda o se ci si è fermati a una lettura superficiale di una  situazione che coinvolge il Dipartimento ambiente, l’Arpab e  Acquedotto Lucano, uffici, enti e società che rispondono alla Regione  Basilicata».

«Bardi ama parlare di estetica ed etica pubblica, ma l’etica  pubblica non si difende con frasi ad effetto. Si tutela con la  trasparenza e con la verità. Non basta dichiarare che tutto è  regolare. Bisogna dimostrarlo e farlo alla luce del sole, chiarendo  nomi, ruoli e responsabilità su affidamenti oggi al centro di  un’indagine giudiziaria». «Chi riveste ruoli pubblici – conclude Chiorazzo – ha il dovere di  rendere conto delle proprie scelte e non di farsi scudo dei formalismi o  della propaganda. La Basilicata ha bisogno di trasparenza vera, non di  rassicurazioni che durano meno di un giorno».

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