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Lo striscione esposto dalla Fondazione a Sala Consilina

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RIVELLO (POTENZA) – Purtroppo la Basilicata piange la seconda vittima affetta da Coronavirus dopo il 77enne originario di Marsicovetere (LEGGI LA NOTIZIA). A perdere la vita è stato Salvatore Calderaro, 74enne residente a Rivello che soffriva anche di patologie pregresse. L’uomo era in cura a Sala Consilina, presso l’Istituto Juventus gestito dalla “Fondazione Opera Giovanile Juventus Don Donato Ippolito Onlus”.

«Ci uniamo al dolore della famiglia per questo grave lutto che ha colpito la nostra comunità – ha osservato Francesco Altieri, sindaco di Rivello – ma vorrei anche tranquillizzare i miei concittadini sul fatto che non ci siano stati contatti recenti con i familiari perché l’istituto aveva assunto tutte le precauzioni del caso». La struttura, tra pazienti e operatori, ospita complessivamente 50 persone ma non sembra ci siano altri lucani.

Da quanto si è appreso tutto ha avuto iniziato sabato scorso, quando un ospite della casa di cura si è sentito male ed è stato trasportato all’ospedale di Oliveto Citra, dove è stato sottoposto a tampone risultato positivo al Covid-19. Attualmente, nella struttura risultano 16 persone positive – 9 pazienti e 7 operatori – e si è in attesa di avere il riscontro di altri tamponi. Dopo il primo caso di positività erano già scattate tutte le opportune misure di sicurezza, tuttavia già dal 10 marzo scorso, all’indomani del Decreto del premier Conte, ai familiari era stato vietato l’accesso alla struttura con l’obbligo di mettersi in contatto con i propri cari solamente attraverso telefonate o videochiamate. Ma, in precedenza, erano state adottate anche altre precauzioni.

La Fondazione che gestisce la casa di riposo ha diramato una nota via social, con la quale ha informato che «la vicenda Covid-19 non è stata affatto trascurata anzi ritenevamo che fosse il luogo più sicuro per i nostri ospiti per tutte le prevenzioni messe in atto già dal 5 marzo, ancor prima che fossero emanati i provvedimenti restrittivi da parte del Governo».Non si conoscono ancore le cause del contagio, in proposito la stessa Onlus ha fatto sapere che «sono da verificare anche a seguito dei tamponi a cui dovrà sottoporsi il resto degli ospiti e dei dipendenti».

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