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Un tampone effettuato nei giorni scorsi durante il monitoraggio a tappeto disposto a Moliterno

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VAL D’AGRI – «Procedere immediatamente ad effettuare uno screening della popolazione valligiana» sul modello di quello già effettuato nella sola ex zona rossa di Moliterno, «per cerchi concentrici» e coinvolgendo «in primo luogo i soggetti più esposti (i sanitari in forza all’ospedale e presso le case di cura, i medici di guardia, i pediatri)».

E’ l’appello accorato di un gruppo di cittadini in una lettera aperta indirizzata alla Regione Basilicata, alla task force regionale, ai dirigente dell’Azienda opedaliera San Carlo di Potenza e l’Azienda sanitaria di Potenza (Asp), ai sindaci della Valle.

I cittadini hanno deciso di far sentire la propria voce dopo gli ultimi episodi di positività al covid 19 riscontrati tra il personale sanitario dell’Asp di Villa d’Agri. Nero su bianco, gli autori della lettera hanno sollecitato che lo screening dovrebbe poi allargarsi via via alle categorie in prima linea quali le forze dell’ordine, il personale del volontariato, i farmacisti, i dipendenti alimentari e beni di prima necessità.
Nel documento, i firmatari chiedono «un piano strategico a partire dal 4 maggio, non dopo – puntualizzano – che i buoi sono scappati, che garantisca un effettivo isolamento di quanti rientrino in Val d’Agri da altre regioni di Italia, di elaborare, conseguentemente, una programmazione comune che, in sinergia con le iniziative più aste, sia in grado di riattivare il sistema socio – economico».

Punto di partenza della missiva è che «a distanza di oltre 2 mesi dall’esplosione dell’emergenza, proprio quando in Basilicata i dati sembravano incoraggiare la partenza della fase 2, sapere – scrivono i cittadini – di un nuovo focolaio avente origine ancora una volta in un presidio sanitario della Val d’Agri, è stata una doccia fredda». Ed è stato proprio «il delicato momento che continua a vivere il territorio della Val d’Agri» che ha indotto i cittadini e alcune associazioni a scrivere la lettera.

Per gli autori è «una forma di partecipazione che è comune a tante altre collettività le quali, seppur in luoghi e contesti diversi, hanno voluto così manifestare una condivisione al perseguimento del bene comune».

«E’ un segnale importante questo, in Basilicata come altrove: la partecipazione sobria ed equilibrata – si legge nel documento – dei cittadini alle politiche pubbliche è condizione essenziale quando non si riescono più ad affrontare e gestire questioni complesse come, come l’emergenza sanitaria e sociale in atto».

I firmatari non hanno dubbio: «la salute è di tutti e, per questo motivo, non può essere trattata in maniera personalistica e individualistica ma richiede una coralità nelle decisioni ed azioni».

Secondo il gruppo dei cittadini: «è sotto gli occhi di ognuno, al contrario, a cosa fino ad ora abbia condotto l’assenza di una chiara ed autorevole pianificazione sanitaria in Val d’Agri, in grado di programmare con estremo dettaglio le azioni da porre in essere a tutela della cittadinanza tutta, partendo proprio da una serie di valutazione del rischio emergenziale all’interno delle strutture sanitaria». «Qualcosa non è andato per il verso giusto». Aggiungono. «La caoticità ha preso il sopravvento. Oggi il contesto sanitario in Val d’Agri appare fragile e disorientato con l’ulteriore elemento di difficoltà attribuibile ad un sistema di servizi sanitari in cui non si presenta affatto definita la catena delle responsabilità, in una assoluta promiscuità tra ruoli politici e ruoli gestionali. Con evidente pregiudizio in termini di azioni efficaci ed efficienti».

«La conseguenza è una popolazione spaventata e smarrita». Insistono i firmatari, rivolgendo un invito generalizzato: «a ragionare ed elaborare in Val d’Agri una strategia congiunta di prospettiva e visione, senza divisioni o deleterie fughe in avanti».

«Qualora gli interventi richiesti, rispettosi di un evidente criterio di logicità e prudenza, non fossero adottati – concludono minacciosi – l’unica strada da percorrere sarebbe quella della denuncia alle autorità competenti».

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