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POTENZA – Una donna di 80 anni, tornata a Carbone dove è residente, è risultata nuovamente positiva al Covid dopo che a Milano era stata dichiarata guarita.

La donna è asintomatica e, poiché è stata già censita tra i casi in Lombardia, non rientra nel computo ufficiale dei casi lucani.

Nel bollettino epidemiologico diffuso ieri dai vertici della Regione si parla di «una lieve positività dovuta, presumibilmente, ad una bassa carica virale residua». Tradotto: l’ipotesi è che non si tratterebbe di una recidiva, ma di una ancora non completa guarigione.

«Come spesso accade da noi – ha dichiarato al Quotidiano del Sud Mario Chiorazzo, sindaco di Carbone – i genitori trascorrono lunghi periodi dai figli per poi rientrare dopo l’inverno. Ed è quello che è ha fatto anche la signora, che si era recata dal figlio all’inizio dello scorso autunno». Ovvero, quando nessuno avrebbe potuto immaginare l’incubo coronavirus.

«La signora – prosegue il sindaco – aveva contratto il virus a marzo a Milano ed era stata ricoverata al San Raffaele per una ventina di giorni, ma non in terapia intensiva. Alla fine di aprile aveva effettuato i due tamponi canonici dopodiché, fortunatamente, era stata dichiarata guarita».

Dopo la guarigione, quindi, la signora sarebbe rimasta a Milano un altro mese, e al suo ritorno, nonostante l’ordinanza emanata in quel periodo da Bardi non lo rendesse obbligatorio, aveva scelto comunque di sottoporsi all’ennesimo prelievo rino-faringeo.

«E’ rientrata lo scorso 23 maggio – aggiunge Chiorazzo – e, da allora, si trova in quarantena e in assoluto isolamento. Come abbiamo fatto in altri casi simili, stiamo provvedendo noi ad ogni sua esigenza lasciandole ciò di cui ha bisogno davanti la porta. Il figlio mi aveva anche inviato tutta la documentazione ospedaliera dalla quale risultano il ricovero e la successiva guarigione. Eppure, dopo un primo tampone dubbio fatto qui che è stato ripetuto, sabato scorso è risultata nuovamente positiva. Le ho parlato e, comprensibilmente, è assolutamente incredula».

Questo è il primo caso di Covid-19 che interessa la comunità di Carbone, ma il sindaco invita tutti a non abbassare la guardia ed a tenerne conto come monito per il futuro.

«Quanto accaduto alla signora ci dimostra quanto questo virus sia strano ma, dal 3 giugno, i rientri sono stati tanti e saranno ancora di più nei prossimi mesi. Per cui, auspico si faccia in modo che chiunque torni da noi venga sottoposto al tampone o, quanto meno, al test sierologico».

Con la donna di Carbone sono saliti a 411 i casi di contagio da covid in Regione.

Nel bollettino epidemiologico diffuso ieri dai vertici di via Verrastro si indicano anche 12 pazienti tuttora positivi, a cui ne andrebbero aggiunti 7 “d’importazione”, tra non residenti in isolamento domiciliare in Basilicata (4) e residenti testati fuori regione (3).

Da registrare, sempre ieri, la fine della tappa potentina dell’indagine epidemiologica di Ministero della salute e Istat, con oltre 800 cittadini testati per verificare se hanno contratto il virus restando asintomatici.

«I potentini che hanno risposto alla chiamata sono stati 884. Così in una nota Giuseppe Spera, direttore amministrativo dell’Azienda sanitaria di Potenza, che ha collaborato all’indagine.

Spera ha sottolineato che a rispondere alla convocazione sono stati il 45% dei cittadini contattati telefonicamente: «un dato in linea con la media nazionale». Perché: «molti cittadini non hanno risposto alla chiamata pensando che si trattasse di call center».

Il direttore amministrativo dell’Asp ha ribadito che i dati rilevati nel corso dell’indagine epidemiologica «saranno presentati in una conferenza stampa nei prossimi giorni».

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