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HA RAGGIUNTO quota 200 il numero di positivi al covid 19 presenti a Potenza: tra residenti, non residenti in isolamento domiciliare in città, e pazienti ricoverati al San Carlo e nell’ex Don Uva (dove sono ospitati una trentina di ex ospiti delle case di riposo di Brienza e Marsicovetere). Il dato dovrebbe essere ufficializzato in giornata con bollettino epidemiologico riepilogativo dei tamponi effettuati nella giornata di sabato, che ha fatto segnare altri 77 positivi in Basilicata, e domenica.

L’incremento di contagi nel capoluogo si è intensificato negli ultimi giorni con l’esplosione di una serie di focolai che ha messo a dura prova le capacità di tracciamento dei sanitari del Dipartimento prevenzione dell’Asp. Un “boom” dopo settimane di relativa tranquillità in cui evidentemente il virus è riuscito a viaggiare e a proliferare tra asintomatici prima di far scattare l’allarme. Nel bollettino epidemiologico odierno è atteso un aggiornamento anche sul numero di pazienti ricoverati nei due ospedali covid della regione: il San Carlo di Potenza e il Madonna delle Grazie di Matera. Nel primo, infatti, dopo la saturazione degli oltre 40 posti letto in Malattie infettive e Pneumologia, i nuovi ricoveri sono stati dirottati in Medicina d’urgenza, dove i pazienti covid sono già 2.

Quindi si attende a brevissimo l’attivazione di nuovi posti letto nei locali che si sta provvedendo ad attrezzare da qualche giorno. Anche a scapito di ambulatori e reparti d’eccellenza come la Reumatologia. Ieri sulla necessità di reperire spazi aggiuntivi per la gestione dell’emergenza sanitaria, e in particolare per le cure ai pazienti con sintomi più lievi, è intervenuta con un post su Facebook anche la sindaca M5s di Pisticci Viviana Verri, che si è associata al Comitato difesa ospedale di Tinchi nella proposta di riattivazione del presidio e di un suo impiego nel sistema a servizio del contrasto dell’emergenza sanitaria.

Da registrare, sempre ieri, anche la polemica del segretario generale Uiltrasporti Antonio Cefola, in relazione ai recenti contagi scoperti tra il personale dei trasporti. «Nei mesi scorsi abbiamo rivolto appelli, purtroppo inascoltati, alle istituzioni regionali perché fosse procedurato con urgenza un sistema di salvaguardia e prevenzione per evitare il contagio diretto tra lavoratori dei trasporti e utenza». Ha dichiarato Cefola. «Abbiamo suggerito, ma anche questa volta inascoltati – ha proseguito -, di provvedere all’equità di trattamento tra i settori dei trasporti, della scuola e della sanità avviando un’azione generale di screening che interessasse tutti i lavoratori che si trovassero a diretto contatto con l’utenza. Non abbiamo avuto risposte». «Oggi apprendiamo con grande preoccupazione il dilagarsi di contagi tra i lavoratori del Tpl ferroviario e autoferro, Fal con una percentuale che inizia a far paura». Ha dichiarato ancora il segretario Uiltrasporti. «L’ammasso di studenti e lavoratori che viaggiano in condizioni pessime sui mezzi pubblici lucani rende necessario un intervento immediato e incisivo da parte della Regione che metta seriamente in sicurezza tutto il sistema trasporti essendo l’avamposto del contagio». «Non si può continuare ad essere sordi alle sollecitazioni fatte e rifatte dalle parti sociali». Ha concluso il sindacalista. «Se si continua così si arriverà molto presto e inevitabilmente al blocco totale della mobilità regionale e qualcuno dovrà rispondere in prima persona dell’inefficienza e del mancato intervento in prevenzione».

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