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Un bimbo appena nato al San Carlo da una mamma positiva al covid 19. Gli scatti pubblicati dal Quotidiano del Sud testimoniano l’umanità, oltre alla professionalità, degli operatori del San Carlo, che neanche mascherine e scudi facciali annebbiati dalla fatica riescono a offuscare

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POTENZA – Dare alla luce il proprio bimbo in sicurezza in tempi di covid 19, anche quando il risultato di un tampone minaccia di rovinare tutto? A Potenza si può. Anzi, ormai è diventato di routine.

Sono già 16, infatti, le gestanti positive che hanno festeggiato l’arrivo del loro piccolo nella sala parto dedicata dell’ospedale San Carlo, e sono state dimesse per continuare ad accudirlo, e proseguire la quarantena, a domicilio.

Durante tutta la prima ondata epidemica, da marzo a fine estate, il percorso covid attrezzato per le partorienti positive, all’interno del Dipartimento materno infantile del nosocomio potentino, era rimasto sostanzialmente inutilizzato. A fine settembre, però, è toccato a una giovane mamma della provincia di Salerno inaugurarlo, dopo una serie di rimpalli tra ospedali campani a corto di posto letto. Di lì in poi è stato un susseguirsi di pazienti a ritmo sempre più incalzante. Nei prossimi giorni, quindi, si conta di raggiungere quota 20 parti “covid +” con l’arrivo di quattro gestanti dall’area Nord della regione, dove nelle scorse settimane si sono accesi i focolai più importanti di infezione.

Gli scatti pubblicati dal Quotidiano del Sud testimoniano l’umanità, oltre alla professionalità, degli operatori del San Carlo, che neanche mascherine e scudi facciali annebbiati dalla fatica riescono a offuscare.

Delle 16 neo mamme assistite nel reparto covid, 4 hanno scoperto il contagio solo al momento del ricovero, dal tampone a cui viene sottoposto chiunque faccia ingresso in ospedale. Due di loro, inoltre, sono arrivate da fuori regioni.

Dei bimbi, infine, nessuno ha lasciato il San Carlo con un tampone positivo.

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