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VIGGIANO – Momenti di tensione e paura, ieri mattina, davanti ai cancelli dell’Elettra, azienda operante nell’indotto Eni, dove è in corso lo sciopero proclamato dalle sigle sindacali della Fim, Fiom e Uilm. A quanto dichiarato in una nota dalle organizzazioni sindacali «mentre si svolgeva il sit – in con l’assemblea uno dei proprietari dell’Elettra, con la sua autovettura, ha tentato di forzare l’assemblea dei lavoratori (in atto in quel momento) – si legge nella nota inviata al prefetto di Potenza, al presidente della Regione, Vito Bardi, alla Digos e al Comando dei Carabinieri di Potenza – tentando di investirne alcuni operai, nonostante fossero presenti i carabinieri della Compagnia di Viggiano».

Per Fiom Fim e Uilm si «è trattato di un atto gravissimo» che «non solo lede il diritto dei lavoratori di svolgere l’assemblea ma che inoltre avrebbe potuto danneggiare gravemente i lavoratori». Di seguito poi la richiesta urgente dei sindacalisti alla Prefettura di Potenza a «mettere in campo le azioni necessarie per la salvaguardia dei diritti dei lavoratori nel rispetto della costituzione ed intervenire con le forze dell’Ordine affinché anche in Val d’Agri si possano rispettare i diritti dei lavoratori».

Nel frattempo, i lavoratori allestite le tende davanti ai cancelli aziendali, hanno avviato la lunga protesta con il presidio anche durante la notte, per una situazione diventata ormai insostenibile sotto l’aspetto occupazionale. Una protesta scaturita a seguito degli ultimi provvedimenti unilaterali della direzione aziendale sul mancato rispetto degli accordi relativi alla rimodulazione dell’orario di lavoro e anche a seguito dell’ ultimo sciopero tenutosi nei giorni scorsi. Un dissenso come ha evidenziato la Rsu Uilm, Lorenzo Perrilli, Rsu causato dalla decisione dell’azienda di «toglierci un diritto acquisito».

«Una contrattazione di secondo livello sulla variazione dell’orario di lavoro che avevamo – ha spiegato Perrilli – e che l’azienda non ce vuole riconoscere. I turni li dobbiamo fare senza nulla a pretendere. Mentre nel contratto sono previsti dei bonus aggiuntivi. Inoltre c’è anche un problema occupazionale, ci chiedono i turni e le persone stanno a casa».

A fargli eco, la Rsu della Fiom, Marco Ricciardi che ha aggiunto «noi continuiamo sulla nostra posizione: gli accordi firmati tra parte datoriale e rappresentanze sindacali sono contratti che vanno rispettati. Ed è per questo che continueremo a stare qui, fino alla risoluzione del problema». Sulla stessa lunghezza d’onda anche Beniamino Pasquariello della Fim – Cisl, il quale ha chiosato «l’azienda non ha voluto riconoscere un contratto firmato nel 2019. Fino a oggi non abbiamo avuto risposte concrete».

A entrare nel dettaglio della vertenza, Giovanni Galgano, coordinatore territoriale della Uilm Basilicata che ha da tempo denunciato come «l’azienda non rispetti l’accordo di secondo livello che prevedeva per i lavoratori un’indennità economica legata all’articolazione dell’orario di lavoro».

«Questi lavoratori svolgevano – ha continuato Galgano – le proprie attività su un turno giornaliero dalle 8 alle 17 ed Eni ha imposto una modulazione dell’orario di lavoro e in base a questo accordo bisognava riconoscere a questi lavoratori le indennità aggiuntive ed economiche. Sono trascorsi mesi, già da marzo e siamo arrivati a luglio, nonostante le sollecitazione all’ispettorato del lavoro, l’azienda continua imperterrita nelle sue azioni unilaterali. Questa mattina (ieri per chi legge ndr) ci sono state anche cose spiacevoli, l’amministratore dell’azienda – ha riferito il coordinatore territoriale della Uilm – ha tentato di forzare il presidio in cui era in atto un’assemblea e di investire alcuni lavoratori. Grazie all’intervento delle autorità, si è evitato il peggio».

La mobilitazione «continuerà – ha confermato Galgano – fino a quando non ci sarà un incontro dal quale auspichiamo di arrivare ad una soluzione della vertenza». Intanto da questa mattina altre 3 ore di sciopero di tutti i lavoratori metalmeccanici del Cova.

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