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Il sindaco di Corleto Antonio Massari

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POTENZA – «Noi siamo completamente e orgogliosamente a posto. Dopo un anno di totale assenza la Regione ci ha chiesto della documentazione giusto 20 giorni fa, e ora gliel’abbiamo inviata». Replica così il sindaco di Corleto, Antonio Massari, all’assessore regionale all’ambiente Gianni Rosa (FdI), che nei giorni scorsi aveva liquidato come una mossa elettorale l’assenza per protesta dei sindaci dei tre comuni principali della concessione Tempa Rossa (Gorgoglione, Guardia Perticara e, appunto, Corleto) alla firma dell’accordo tra la Regione e compagnie petrolifere sulle compensazioni per l’avvio delle estrazioni nella valle del Sauro.

Massari non ha digerito, in particolare, il riferimento di Rosa ai ritardi nelle bonifiche di alcuni siti inquinati soprattutto dalle attività di esplorazione del sottosuolo che a partire dagli anni ‘80 hanno portato alla scoperta del giacimento appena entrato in produzione. E nemmeno l’accusa di mosse elettoralistiche dal momento che il suo paese è l’unico dei tre dove si andrà al voto nei prossimi mesi. «Sono pronto a rivedere la mia posizione – spiega il primo cittadino – se mi dimostrano che nell’accordo appena firmato in Regione sono indicati impegni per la bonifica dei siti inquinati e ci sono garanzie per le ditte che avanzano soldi per lavori effettuati sul cantiere del nuovo Centro olio che non passano per la costituzione di un centesimo tavolo inutile come quelli fatti in questi anni anche con la nuova giunta regionale. C’è un equo indennizzo per le aziende agricole danneggiate che da anni lo chiedono? Quando Bardi è venuto qui a presentare l’accordo gli ho chiesto un protocollo per il territorio, lo si chiami come si vuole, sull’ambiente, che è un argomento non trattabile, e le garanzie per tutti e 13 i comuni della concessione da un punto di vista infrastrutturale e occupazionale. Sbaglia chi dice che facciamo campagna elettorale con queste tematiche, perché non capisce che è semplice difesa, orgogliosa, territorio. Sono strumentalizzazioni».

Il primo cittadino rimpiange, in particolare, il lavoro iniziato con la precedente amministrazione regionale. «Si parlava di una “magna carta” che è scomparsa perché ora la Regione sostiene di poter incassare i 100 milioni di cui si discuteva già all’epoca e che sia l’amministrazione comunale a dover andare da lei a chiedere i soldi. Ma noi non vogliamo elemosinare diritti che ci andrebbero riconosciuti per legge. Io e il sindaco di Guardia vogliamo sapere in che termini verranno garantite ai nostri comuni le compensazioni ambientali che ci spettano dal momento che ospitiamo gli impianti principali della concessione. Vorremmo soltanto sapere quanto serve per poter programmare azioni e iniziative da fare con fondi certi e coperture garantite, dal momento che ci carichiamo già di spese come quelle per la formazione in affiancamento con l’obiettivo di garantire la piena occupazione e per gli indennizzi per aziende agricole danneggiate».

«Sbaglia la giunta regionale se si sente attaccata su questi temi». Insiste Massari. «Il tutto mentre si continuano ad assumere lavoratori della Val d’Agri. È inaccettabile». Il primo cittadino di Corleto respinge anche l’accusa di essersi rimangiato la parola sulle quote occupazionali da riservare agli altri paesi della concessione. «Abbiamo sempre sostenuto la stessa tesi. Prima si chiamava in un modo e ora in un altro, ma è evidente che si debba partire dai tre principali comuni della concessione».

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