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La lupa immortalata a Bucaletto con altri cani (Foto dal profilo facebook di “Fuorisentiero”)

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POTENZA – Continua a far discutere la vicenda della lupa che si aggirava per le vie di Potenza, una storia che aveva suscitato la reazione dell’associazione “Fuorisentiero”, che ne avevano invocato il trasferimento presso un centro di recupero per animali selvatici (di seguito, Cras) extraregionale, denunciando anche, dopo aver condiviso via social un video mentre si accoppiava con un cane, come l’esemplare avesse ormai perso la sua indole selvatica.

«Ogni decisione sull’animale è stata presa insieme con il Ministero, cui spetta l’ultima parola trattandosi di una specie selvatica protetta». Così Sandro Caffaro, funzionario dell’Ufficio Parchi della Regione Basilicata, ci ha spiegato dove sia, e come stia, attualmente la lupa. «Da mercoledì scorso si trova nell’area di Gallipoli Cognato, dove c’è una struttura adeguata per un recupero buono e veloce. Sta bene, è stata sterilizzata e, già oggi, verrà concordato con il Ministero dove rimetterla in natura ma, presumibilmente, nello stesso Parco. Non necessitando di cure veterinarie non poteva essere trasferita presso alcun Cras».

La lupa ha circa un anno e sei mesi e, da quanto ci riferisce Caffaro, la cattura ed i successivi passaggi sono stati molto complessi. «Che simili esemplari possono essere avvistati in città non è raro poiché seguono i cinghiali – prosegue il funzionario – La sua presenza a Potenza era stata segnalata verso la fine del lockdown, abbiamo provato a prenderla per capire come stesse, ma non è stato facile. Ormai era diventata un’attrattiva.

A dicembre, dopo averla catturata, dalle successive analisi genetico-sanitarie abbiamo avuto la certezza si trattasse di una lupa. A quel punto, il Ministero ci ha fornito le direttive su come comportarci, indicandoci dove rilasciarla dopo averle applicato un radiocollare, ed è nato anche un progetto di verifica sui grandi predatori che stanno colonizzando le aree urbane, in collaborazione con il professor Ciucci dell’Università La Sapienza, con lo stesso dicastero, Ispra, con il Parco Nazionale Tosco- Emiliano e con il Parco della Maiella.

Dopo averla liberata lontana dalla città, in appena una settimana era tornata in periferia per poi fare tre uscite, due delle quali anche fino a 60 o 70 chilometri, per poi rientrare ed andare in calore. L’abbiamo filmata mentre si accoppiava con cani randagi ed abbiamo avvistato nuovamente il Ministero, che ha stabilito di catturarla, sterilizzarla per poi rimetterla in natura». La sterilizzazione è stata successiva all’accoppiamento, onde evitare che nascessero cuccioli pericolosi per l’uomo.

«La sterilizzazione – conclude Caffaro – è stata necessaria poiché gli incroci possono generare animali molto mordaci. Noi possiamo affermare con certezza che il lupo si accoppi con i cani e non dipende dalla presunta perdita dell’indole selvatica: che vi posso assicurare come nella lupa sia ancora presente. Abbiamo anche inviato la provetta con il suo sangue in Danimarca, dove è in corso un altro progetto per la ricostruzione del genoma del lupo europeo».

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