Prospero Cassino, presidente Confesercenti Potenza

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C’è tempo fino al 31 marzo 2017. Prospero Cassino, presidente Confesercenti: «La crisi la pagano solo famiglie e pmi»

POTENZA – C’è grande interesse tra i titolari di piccole attività commerciali e produttive della provincia di Potenza per la cosiddetta rottamazione delle cartelle, il cui termine scade a fine mese. Lo rileva Confesercenti Potenza riferendo che finora sono state 343 mila le adesioni alla sola Equitalia, con una media dal 4 novembre ad oggi di 3 mila domande al giorno, per la cosiddetta «definizione agevolata», la procedura con cui il Governo conta di incassare 3,4 miliardi in due anni. Dalla provincia di Potenza sono partite sinora tra le 6 e le 8mila domande.

L’incremento del numero dell’importo e i dati sulle rateizzazioni delle cartelle esattoriali – commenta Prospero Cassino, presidente Confesercenti – sono solo l’ennesima conferma che soprattutto le Pmi continuano a pagare, al pari delle famiglie consumatrici, il prezzo più alto di una crisi da cui non si intravede ancora l’uscita con una stagione autunnale, molto vicina, densa di ulteriori segnali di preoccupazione. La rateizzazione si conferma lo strumento più utilizzato dai contribuenti per pagare le cartelle esattoriali.
Cassino ricorda che nel 2013 la Confesercenti provinciale di Potenza ha siglato una convenzione con la direzione regionale Basilicata di Equitalia Sud per realizzare un modello di collaborazione istituzionale e sinergico per la semplificazione del rapporto tra fisco e cittadini, improntato a criteri di efficacia, efficienza e correttezza nell’azione di riscossione dei tributi.
Equitalia Sud, secondo quanto prevede la convenzione, rende disponibile uno sportello telematico dedicato, al quale gli iscritti alla Confesercenti potranno richiedere informazioni per conto dei propri assistiti, formulare, allegando apposita delega, quesiti in ordine a pratiche che non richiedano la produzione di documentazione in originale ed, eventualmente, fissare un appuntamento con personale qualificato, accedendo dal Form “Accordi con Enti, Associazioni e Ordini” presente sulla homepage del sito www.gruppoequitalia.it.

La Confesercenti è da tempo impegnata a veicolare ai propri iscritti, attraverso il proprio sito web e con ogni altro mezzo di comunicazione informazioni volte a favorire la migliore comprensione e la maggiore diffusione delle procedure di riscossione attuate da Equitalia e le modifiche normative che possano essere di interesse ed utilità per i contribuenti.  Siamo certi che il rafforzamento del dialogo contribuirà a far crescere la trasparenza, la collaborazione e la comprensione reciproca delle ragioni delle aziende e dell’amministrazione finanziaria per rafforzare il nostro progetto di costruzione di un fisco amico e più equo.

Secondo i vertici di Confesercenti  «l’entusiasmo che deriverebbe dalla concreta e reale possibilità di rimettersi in “bonis” con la tassazione locale infatti, potrebbe certamente convincere molte piccole aziende ad affrontare con entusiasmo un difficile ma possibile riallineamento fiscale. Riallineamento, che vedrebbe avvantaggiarsi per prime le casse dei Comuni. Quale il vantaggio infatti di portare di fronte al giudice tributario situazioni esattive sovraccaricate di interessi, multe, sanzioni che scoraggerebbero chiunque? E, che il governo centrale stesso sta ora sanando con l’eliminazione del suo ente esattivo che è Equitalia? Molte aziende, così stando le cose, desisterebbero e chiuderebbero i battenti senza che nessuno ne tragga un reale vantaggio: né aziende, nè dipendenti, nè comuni che non incasserebbero somme ne al momento ne in futuro. Ecco, se è vero come è vero, che tutti hanno sofferto della crisi, e di riflesso anche i Comuni, è altrettanto vero che il prezzo più alto lo ha pagato la piccola imprenditoria, in special modo quella commerciale e al Sud. E’ semplicemente giusto ora che ve ne è la possibilità normativa – conclude Cassino –  dare a tutta la categoria un segnale concreto di aiuto economico, speranza di rilancio, e sopratutto rispetto per gli incommensurabili sacrifici sopportati, con il rischio di essere bollati come evasori nel migliore dei casi». 

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