Alcuni momenti della conferenza di Polimedica Melfi
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Crisi Polimedica a Melfi: arrivano i primi licenziamenti e le dimissioni del CEO Michele Cataldi. L’Antitrust boccia i tetti di spesa regionali e dà 30 giorni alla Regione Basilicata per rimuovere le irregolarità
Situazione sempre più grave per Polimedica di Melfi, il polo sanitario di riferimento per il Vulture-Alto Bradano, ormai al collasso dopo mesi di richieste rimaste inascoltate. Durante l’incontro con la stampa nella sede dell’ambulatorio – alla presenza dell’amministratore delegato Michele Cataldi, del vice sindaco Vincenzo Castaldi, del rappresentante Uil Fpl Mario Sarli, di medici, operatori e cittadini – sono state annunciate decisioni drastiche: le prime sette lettere di licenziamento, la consegna simbolica delle chiavi al sindaco e le dimissioni di Cataldi dalla carica di amministratore delegato.
POLIMEDICA MELFI, LE PAROLE DELL’AMMINISTRATORE DELEGATO
Cataldi ha parlato di «decisioni dolorose ma inevitabili», assunte «come atto pubblico di responsabilità, perché il punto di rottura non è più un rischio futuro: è già qui».
IL PARERE DELL’ANTITRUST
A inasprire la crisi è arrivata la “pronuncia” dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (Agcm), che ha evidenziato come le scelte della Regione Basilicata nella definizione dei tetti di spesa generino “effetti anticoncorrenziali”. Secondo l’Autorità, la ripartizione del budget dovrebbe basarsi sulle prestazioni effettivamente rese nei vari territori, premiando l’efficienza delle singole strutture, e non su un fatturato storico fermo al 2014. La Regione ha 30 giorni di tempo per rimuovere le violazioni.
POLIMEDICA MELFI, UNA CRISI CHE VIENE DA LONTANO
Dal mese di agosto 2025 la vicenda Polimedica – legata all’erogazione di prestazioni sanitarie in convenzione con il SSN – è precipitata in un’emergenza che coinvolge tutto il comparto della specialistica ambulatoriale convenzionata.
«Non è una guerra di carte o procedure – ha spiegato Cataldi – ma una crisi di sistema che tocca la tenuta sociale del territorio: quando si fermano le prestazioni, si colpiscono i più fragili, gli anziani e i pazienti cronici».
L’APPELLO AI SINDACATI
Il vice sindaco Vincenzo Castaldi ha definito questa fase una «pagina nera che non sarebbe mai dovuta essere scritta», annunciando che il sindaco Maglione continua a interloquire con il presidente Bardi, che si è detto disponibile all’apertura di un tavolo istituzionale.
Duro anche il commento del sindacalista Mario Sarli (Uil Fpl): «Abbiamo messo in campo ogni azione possibile, dai tavoli di raffreddamento alla petizione con oltre 5 mila firme. È impensabile che una struttura che ha garantito fino a 90 mila prestazioni annue debba chiudere per la rigidità dei tetti di spesa»
POLIMEDICA MELFI, I MEDICI: «PAZIENTI SENZA CURE»
Gravissimo, secondo i medici, l’impatto sui pazienti. Il cardiologo Antonio Capogrosso ha denunciato che ogni mese circa 400 cardiopatici si rivolgono alla struttura, ora a rischio abbandono. La dottoressa Fabrizia De Falco ha ricordato inoltre i malati oncologici costretti ad attendere o a spostarsi fuori regione: «Con l’attuale budget, solo 6 pazienti su 100 potranno ricevere cure adeguate. Gli altri 94? Dovranno arrangiarsi».
LE RICHIESTE PER USCIRE DALLA CRISI
Le proposte avanzate da Polimedica e dai rappresentanti locali mirano a: aprire un tavolo di confronto ufficiale e trasparente con Regione, Comune di Melfi, Asp, sindacati e categorie, pubblicare i dati sui tetti di spesa, sui criteri di riparto e sulle liste d’attesa, garantire la continuità delle prestazioni SSN, sospese dall’inizio dell’anno.
Cataldi ha infine lanciato un appello al territorio, ai media e alla politica lucana: “In momenti come questo, la differenza la fanno i gesti di responsabilità e presenza. Non stiamo difendendo un’azienda, ma un diritto collettivo alla cura, alla dignità e alla trasparenza”.
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