L'azienda ospedaliera San Carlo di Potenza

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POTENZA – È finita con la trasmissione del verbale all’ufficio legale della Regione l’audizione del direttore generale del San Carlo, Massimo Barresi, ieri pomeriggio di fronte alla commissione bilancio del parlamentino lucano.

A disporla è stato il vicepresidente della commissione, Vincenzo Acito (Fi), dopo una serie di anomalie denunciate dall’ex governatore Marcello Pittella (Pd) a proposito dei numeri dichiarati dal dg. Un “rosso” a sei zeri ma ancora impossibile da quantificare con precisione, secondo quanto dichiarato dai vertici dell’azienda ospedaliera regionale, che hanno comunque escluso di aver chiesto e ottenuto finanziamenti aggiuntivi dalla giunta regionale, nell’anno che si è appena concluso, a copertura di “buchi” inconfessabili nei conti.

Durante l’audizione non sono mancati scambi particolarmente serrati tra Pittella, seduto tra i banchi dell’opposizione, e il dg scelto in sua assenza dalla vice, Flavia Franconi, per guidare il San Carlo.

Ad alleggerire la tensione ha provato, senza successo, il consigliere Giovanni Vizziello (FdI) criticando i toni da processo che ha assunto, a tratti, il botta e risposta. Acito infatti, subentrato nella conduzione della seduta a Luca Braia (Iv), non solo ha difeso le prerogative ispettive dei colleghi, ma ha anche assecondato la richiesta che l’esame dei bilanci del San Carlo prosegua dopo l’invio, da parte della dirigenza dell’azienda ospedaliera, della documentazione integrativa appositamente richiesta dai consiglieri in aula.
Prima di Pittella aveva preso la parola la consigliera regionale della Lega, Dina Sileo, chiedendo lumi sulle spese e i ricavi dell’azienda e sulla diminuzione delle prestazioni tra il 2018 e il 2019. Poi è venuto il turno dell’ex governatore che ha focalizzato l’attenzione su alcune questioni: dalla decisione di puntare sull’appropriatezza più che sulla produttività, all’utilizzo della spesa corrente, alle varie voci di bilancio, alle assunzioni di personale, ai trasferimenti di medici anestesisti e soprattutto al Pay-Back, un meccanismo di rimborso delle spese farmaceutiche.

Secondo il consigliere Pittella, «l’ospedale San Carlo avrebbe usufruito di una somma basata su una percentuale maggiore di quella prevista dalla legge, incassando dunque più del dovuto, il che costituirebbe un illecito da segnalare alle autorità competenti».

Barresi, che era accompagnato da Carmela Pace della gestione economico-finanziaria, Giorgia Nardozza di epidemiologia clinica, Rocco Giovanni Pace del controllo di gestione e Patrizia Vinci della gestione risorse umane, si è difeso attribuendo le difficoltà di bilancio alla riorganizzazione del sistema sanitario regionale decisa dalla giunta Pittella. Con «un accorpamento dei vari presidi ospedalieri che non si è tramutato in reale integrazione, una scarsità di tecnologia e di personale».

Il dg, che un fronte trasversale agli schieramenti in Consiglio e alla dirigenza medica vorrebbe vedere sostituito quanto prima, ha ricordato «di aver dovuto affrontare i tempi spaventosi delle liste d’attesa che, con una riorganizzazione delle attività ambulatoriali, sono arrivati all’85% di media di conseguimento secondo i codici di priorità, addirittura al 100% delle liste a campione del ministero».

«Abbiamo puntato sul criterio della “appropriatezza” – ha aggiunto il Barresi -, per evitare un improprio utilizzo di risorse. Da questo ne viene un beneficio al sistema sanitario regionale: con meno ricoveri, l’Asp dovrà dare meno soldi all’azienda ospedaliera».

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