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POTENZA – Il gruppo Lega Basilicata esprime «piena solidarietà» all’assessore Donatella Merra per «i gravi messaggi sessisti lanciati da esponenti del M5S».
«Grazie all’intervento del nostro assessore, che con grande lucidità e fermezza ha bocciato l’operato del Ferrara e condannato lo stesso per la tristissima pagina giudiziaria che lo riguarda, sono finalmente arrivate le dimissioni da tutti acclamate», scrive in una nota il Gruppo consiliare “Lega Salvini Basilicata”.

«Il Cotrab, soggetto giuridico completamente privato in cui la Regione nulla può fare per la nomina del suo stesso amministratore, non avrebbe dovuto, a nostro avviso, collocare il Ferrara neppure tra i nomi eleggibili, intanto perché il requisito dell’onorabilità è tra quelli necessari per la gestione di un servizio pubblico di tale portata e per la condotta da sempre poco collaborativa con l’ente Regione per la annosa questione dei trasporti».

Secondo i consiglieri leghisti «il lavoro del nostro assessore in questo anno è stato di qualità ed ha prodotto una delle più importanti riforme per la Basilicata che impatterà nel tessuto sociale per i prossimi 10 anni e per oltre 900 milioni di euro. Non pochi ostacoli ha dovuto superare Merra ma è riuscita in una impresa dove altri prima della Lega hanno fallito per molti anni».

Dal gruppo della Lega in Consiglio regionale, infine, «massima vicinanza alla dipendente/vittima del Cotrab che ha avuto il coraggio e la forza di denunciare la violenza. Auspichiamo che le dimissioni di Ferrara possano segnare un nuovo e positivo punto di partenza. Tanto lavoro ci aspetta ancora, ma siamo sulla strada giusta e contiamo di rispettare i tempi della pubblicazione dei bandi per le nuove gare che partiranno nel 2021. La Lega c’è».

A stretto giro arriva la replica del consigliere regionale del M5s Gianni Leggieri: «La Lega dopo la figuraccia dell’assessora Merra, cerca di salvare la faccia parlando di messaggi sessisti lanciati nei confronti della stessa sua esponente di governo. I messaggi non sono stati inviati da esponenti del M5s, noi ovviamente condanniamo fermamente ogni espressione sessista, ma ciò non giustifica le deboli posizioni della Merra. Ferrara a questo punto non dovrebbe conservare nemmeno più la carica di direttore della Sita dove lavora la vittima della violenza. Mi aspetto che l’assessora Merra, il Presidente Bardi e tutta la maggioranza stavolta non tentennino».

Secondo Leggieri «Le dimissioni di Giulio Ferrara dal Cotrab, dopo le proteste giunte da numerose parlamentari ed organizzazioni a difesa delle donne, mettono la parola fine su una vicenda che ha acceso i riflettori anche degli organi di informazione nazionali. Già un anno fa, in totale solitudine ma con grande convinzione e determinazione, ho posto all’attenzione dell’opinione pubblica lucana le condanne inflitte a Giulio Ferrara, in primo grado, in appello e poi in Cassazione per violenza sessuale. Lo dimostrano anche i miei interventi in Consiglio regionale. All’epoca, nessuna presa di posizione di chi preferisce la ribalta con i tagli di nastri, con le inaugurazioni e le cene di gala, inscenando chiassose e poco incisive proteste, di chi preferisce twittare anche per commentare lo starnuto del vicino di casa. Pazienza».

«Il Movimento cinque stelle – continua il consiglieri grillino – è stato particolarmente sensibile su una vicenda trattata sempre con grande attenzione e tatto. La mobilitazione per impedire al Ferrara di continuare a ricoprire il ruolo alla guida del Cotrab, partita dalla nostra regione, ha trovato il pieno sostegno della Senatrice del M5s Alessandra Maiorino, alla quale va il mio ringraziamento per la sensibilità dimostrata e per aver fatto scattare per prima la mobilitazione nazionale che ha portato alle dimissioni dello stesso Ferrara».

«Sono sempre più convinto – conclude Leggieri – che le donne vittime di violenza vadano sempre tutelate, non solo durante i processi in tribunale, ma anche in tutti quei momenti in cui è a rischio la difesa della loro dignità. Io continuerò a fare la mia parte all’interno della principale istituzione regionale, che purtroppo si è dimostrata anche questa volta confusa e incapace di prendere una posizione forte e seria».

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