X
<
>

4 minuti per la lettura

Mini vitalizio, la maggioranza diserta l’aula e slittano i correttivi annunciati dal governatore Bardi dopo l’ondata di sdegno. Altre 48 ore per gli ex consiglieri per chiedere la pensioncina con la norma che consente la retroattività.


POTENZA – La maggioranza non c’è e slitta «a data da definirsi» l’approvazione delle modifiche ai nuovi mini-vitalizi per i consiglieri regionali annunciate dal governatore Vito Bardi. Incluso il divieto di farne richiesta per gli ex, che grazie a questo provvidenziale rinvio avranno ancora 48 ore di tempo per farsi avanti. E potranno persino avvalersi della facoltà di coprire la contribuzione necessaria col  fondo di beneficenza alimentato col taglio delle indennità, che Bardi vorrebbe cancellare. E’ arrivato ieri mattina, 27 gennaio 2026, l’ultimo schiaffo ai trentamila sottoscrittori della petizione per l’abrogazione del nuovo sistema previdenziale per i componenti del parlamentino lucano. Oltre ai promotori della campagna referendaria per far decidere ai lucani se tenere in vita o meno le norme approvate lo scorso 16 dicembre con due emendamenti dell’ultimo minuto alla legge collegata al bilancio.

IL RINVIO DELLA SEDUTA CHE PREVEDEVA I CORRETTIVI AI MINI VITALIZIO ANNUNCIATI DA BARDI E LE SPACCATURE NEL CENTRODESTRA

Nella nota diffusa da via Verrastro non vengono spiegate le ragioni del rinvio della seduta del Consiglio prevista nel  pomeriggio. In una riunione dei capigruppo convocata per programmare le attività nel mese di febbraio, ad ogni modo, si è fatto riferimento ad assenze  tra i banchi della maggioranza. Assenze per motivi non meglio precisati, che lasciano intravedere le spaccature venutasi a creare all’interno del centrodestra lucano. A causa dell’ondata di indignazione seguita al servizio de “Le Iene” che ha rilanciato la vicenda a livello nazionale. Con un pezzo della coalizione, guidato dal presidente del Consiglio regionale Marcello Pittella (Azione), che spinge per una marcia indietro totale; un altro pezzo che concorda con Bardi sull’adozione di un paio di correttivi; e chi vorrebbe lasciare le cose come stanno.

LA STRATEGIA DEI TERMINI E I DIRITTI ACQUISITI

A ieri non risultava ancora depositato nemmeno il testo base delle modifiche annunciate dal governatore. In assenza di questo e della capacità di mantenere numero legale in aula, quindi, la maggioranza ha optato per un rinvio strategico della seduta al 10 febbraio. In attesa di capire se nel frattempo qualcuno degli oltre trenta ex consiglieri delle legislature susseguitesi tra il 2014 e il 2024 cambierà le carte in tavola, facendo valere il suo diritto a chiedere il mini-vitalizio entro il termine del 30 gennaio previsto dalla norma  in vigore. Un’eventualità, quest’ultima, che renderebbe più difficile tornare indietro sulla retroattività del nuovo sistema previdenziale. A fronte di un diritto acquisito, o comunque di una legittima aspettativa di percepire questa pensioncina da 600 euro al compimento del 65simo anno d’età.

LA REAZIONE DELLE OPPOSIZIONI E LA PROPOSTA DI ABROGAZIONE

Nelle spaccature della maggioranza ieri ha provato a inserirsi l’opposizione di centrosinistra. Ritrovando a sua volta l’unità dopo le divergenze manifestate durante l’approvazione degli emendamenti incriminati. Col voto contrario dei consiglieri di Movimento 5 stelle e Basilicata casa comune presenti, e l’astensione di Antonio Bochicchio (Psi) e dell’unico consigliere Pd in aula, Roberto Cifarelli (Pd), che ha votato “no” soltanto sulla possibilità di coprire la contribuzione richiesta coi fondi destinati alla beneficenza. 

«Al passo indietro annunciato da Bardi sul provvedimento, ad oggi, non ha  fatto seguito alcun atto concreto, segnale che la maggioranza ancora non  coglie la pericolosità della frattura sociale generata dalla norma,  presentata peraltro senza alcun passaggio nelle commissioni e sottratta,  pertanto, al giusto momento di confronto con le forze politiche e al  dovere di trasparenza verso la collettività». Così in una nota a firma della totalità dei consiglieri di centrosinistra, per che «a fronte di questo atteggiamento», si sono detti determinati a non consentire «che il tempo  passi e, con esso, rimanga in vita una norma che riteniamo profondamente  sbagliata nel metodo e nei contenuti».

MINI VITALIZI DOPO IL RINVIO DELLA SEDUTA CHE PREVEDEVA I CORRETTIVI AI MINI VITALIZIO ANNUNCIATI DA BARDI: LA RICHIESTA DI TRASPARENZA E PARTECIPAZIONE DEMOCRATICA

«Per questo abbiamo depositato una  proposta di legge di abrogazione totale degli articoli 16 e 17 del  Collegato alla legge di stabilità 2025, perché oggi l’unico modo per  ristabilire equilibrio e decoro politico rispetto alla questione  vitalizi riteniamo sia cancellare quel testo e le storture che contiene». Prosegue la nota. «Sul metodo contributivo, peraltro già applicato dal Parlamento italiano  e dalla stragrande maggioranza delle regioni, ogni forza politica farà  le sue valutazioni di merito, ma non possiamo permettere che la norma,  così come formulata, resti ancora in vigore.

I consiglieri di centrosinistra hanno ribadito, poi, l’urgenza di approvare una disciplina di attuazione dei referendum regionali previsti dallo Statuto. «Ora il centrodestra lucano deve dare forte e chiaro un segnale di  apertura al confronto pubblico su una brutta pagina scritta in questa  legislatura», hanno concluso gli esponenti del centrosinistra lucano. «E può farlo approvando le nostre proposte di legge  sull’abrogazione della norma sui mini-vitalizi e sulla disciplina  degli istituti di partecipazione democratica, per troppi anni rimasti  inattuati».

COPYRIGHT
Il Quotidiano del Sud © - RIPRODUZIONE RISERVATA

SFOGLIA