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Un Consiglio comunale a Potenza

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Il sindaco di Potenza rassicura i suoi dopo la bocciatura del Consiglio di Stato sugli appalti Coni-Torraca; i risarcimenti da pagare preoccupano la maggioranza. E c’è persino chi ipotizza di disertare l’aula per protesta


POTENZA – E’ stato un Natale poco sereno quello trascorso dai sostenitori dell’amministrazione comunale guidata dal sindaco Vincenzo Telesca. Dopo la bocciatura in Consiglio di Stato degli appalti da 15milioni di euro per la riqualificazione di ex Torraca e Coni.

A guastare l’appetito di diversi esponenti della maxi-maggioranza del primo cittadino, forte di 23 consiglieri su 32, è stata la prospettiva dei risarcimenti da pagare alle ditte ingiustamente escluse dai lavori. Risarcimenti nell’ordine di centinaia di migliaia di euro che sono destinati a trasformarsi in debiti fuori bilancio da approvare in aula. Con tutto quello che ne potrebbe conseguire in termini di responsabilità erariali, se la procura della Corte dei conti deciderà di metterci mano.
All’indomani del deposito delle sentenze del Consiglio di Stato, notificato lunedì 22, il sindaco, di mestiere funzionario della stazione appaltante della Regione, ha provato a rassicurare personalmente i suoi.

Fonti de L’Altravoce – il Quotidiano spiegano che in in una riunione a porte chiuse Telesca avrebbe lasciato la parola al suo capo di gabinetto, l’avvocato Luca Di Mase, per una relazione tecnico-giuridica sul caso. Poi però è tornato a rivendicare la correttezza dell’operato della sua amministrazione e a auspicare un sostegno compatto. Auspicio che non ha cancellato le perplessità di più di qualcuno. Tanto che una decina di consiglieri avrebbe ipotizzato di disertare la seduta del consiglio di martedì prossimo, 30 dicembre, per mandare «un segnale».

IL RINVIO DELLA CONFERENZA STAMPA DEL SINDACO PER RAFFREDDARE GLI ANIMI

Per raffreddare gli animi si è rivelato fondamentale, piuttosto, il rinvio al 2 gennaio della conferenza stampa di fine anno del sindaco, convocata inizialmente per ieri. Tanto più che quella sarebbe stata l’occasione per riaprire la ferita, con le sue prime dichiarazioni proprio sulle pronunce del Consiglio di Stato.
Nei mesi scorsi erano già apparse le prime crepe all’interno della maxi-maggioranza comunale, frutto dell’intesa raggiunta tra Telesca e gli altri due candidati sindaci di area di centrosinistra l’attuale presidente del Consiglio comunale Pierluigi Smaldone e l’attuale assessore ai Trasporti Francesco Giuzio.

A gennaio 2025 il primo cittadino aveva dovuto prendere atto della spaccatura tra i suoi dopo le proteste di una trentina di partiti e associazioni contro l’intitolazione del Belvedere di Montereale a Bonaventura Postiglione, fondatore di Radio Potenza Centrale e già candidato alla presidenza della Regione con i neofascisti di Forza Nuova.
All’epoca a opporsi alla sottoscrizione di un documento di sostegno all’amministrazione, e all’intitolazione, erano stati il gruppo di Area civica, guidato dalla vicesindaca Federica D’Andrea, del Pd, più Giampiero Iudicello di Basilicata casa comune.
In questa occasione, invece, ai consiglieri democratici si sarebbero sostituiti quelli di altre liste civiche, preoccupati di dover dare spiegazioni ai propri elettori su una vicenda tanto scivolosa.

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