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La seduta del Consiglio regionale di ieri

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POTENZA – Un argine (trasversale) alla calata dei nominati da fuori regione: non solo la Lega ma anche altre forze politiche mettono nero su bianco il no alla nomina del romano Gerardo Di Martino (delibera di Giunta del 24 luglio scorso) a direttore generale dell’Irccs – Crob di Rionero in Vulture. Ieri la prima Commissione consiliare (Affari istituzionali) convocata dal presidente Pasquale Cariello (Lega) si è riunita per procedere alla eventuale presa d’atto del provvedimento.

IL FUOCO AMICO SU BARDI

Il consigliere Massimo Zullino (Lega), facendo riferimento all’articolo 47 della Statuto regionale che esplicita le direttive in merito alle “Nomine dei dirigenti generali e degli amministratori”, ha rivendicato «l’opportunità e la facoltà da parte della Commissione, prima di prendere atto della nomina, di richiedere maggiori approfondimenti e chiarimenti alla Giunta circa i requisiti professionali del nominato direttore. Questo – ha sottolineato – anche in virtù della recente sentenza del Tar che ha parlato di insufficiente motivazione circa la nomina del dirigente generale dell’Aor San Carlo, Massimo Barresi e, quindi, onde evitare che si possa ricadere nello stesso errore è bene approfondire la questione, esaminando ulteriormente i requisiti in possesso del prescelto candidato in modo tale da fugare ogni dubbio». Il presidente Cariello ha rilevato che «tutti i componenti della Commissione presenti alla seduta hanno deciso di aderire alla richiesta di chiarimenti» e ha inteso «procedere in tal senso».
Presenti alla riunione della prima Commissione, oltre ai due leghisti, anche i consiglieri Leggieri (M5s), Polese e Braia (Italia Viva), Bellettieri (Forza Italia), Baldassarre (Idea) e Quarto (Basilicata Positiva).
In attesa della risposta della Giunta, il dg nominato continua ad esercitare il suo mandato senza interruzione alcuna.

L’articolo 47 dello Statuto della Regione Basilicata citato da Zullino, al comma 3, recita: “Il Consiglio, secondo le modalità previste dal Regolamento interno, entro dieci giorni dalla comunicazione della nomina, può chiedere chiarimenti alla Giunta in merito al possesso dei requisiti professionali previsti dalla normativa vigente. Ove la Giunta non fornisca i chiarimenti richiesti entro il termine perentorio di trenta giorni, la nomina deve ritenersi inefficace”.

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