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L'assessore Rocco Leone

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POTENZA – Per l’assessore regionale alla sanità solo «pochi eroi» tra i medici di base lucani hanno continuato a lavorare durante l’emergenza covid. E questo che è un tema attinente all’«etica» di chi ha prestato il giuramento di Ippocrate andrà sicuramente discusso nelle sedi preposte dell’«Ordine».

Assomiglia a un sollecito di contestazioni disciplinari quello arrivato giovedì dall’assessore regionale Rocco Leone, durante la sua audizione all’interno della commissione politiche sociali del Consiglio regionale. Un nuovo attacco, a freddo, dopo quello lanciato a fine marzo nel pieno dell’emergenza sanitaria, puntando il dito sui colleghi – lui che di mestiere è pediatra -, e accusandoli di aver «ceduto le armi senza combattere».

L’eco delle parole pronunciate da Leone in commissione è arrivato fino a ieri, col consigliere regionale di Idea, Vincenzo Baldassarre, che ha voluto mettere nero su bianco la sua presa distanze dall’assessore.

Giovedì, in realtà, l’ex sindaco di San Chirico Nuovo, che di mestiere fa proprio il medico di base, era stato ancora più duro, scattando alle parole dell’assessore sull’atteggiamento «fazioso» di alcuni dei suoi colleghi.

Per Leone, infatti, si sarebbero lamentati per non essere stati forniti di mascherine, guanti e quant’altro, pur essendo medici «convenzionati» tenuti a premunirsi autonomamente soprattutto di strumenti “base” come i guanti di lattice.

L’assessore aveva evidenziato, in particolare, come lui stesso, «uno dei pochi medici a continuare a lavorare durante emergenza covid», fosse dotato di guanti per cucire i punti di sutura ai suoi piccoli bambini ben prima dell’emergenza covid. Quindi era tornato sui «pochi eroi», che hanno continuato a prestare assistenza ai loro pazienti durante la fase calda della crisi, per giustificare l’esclusione della categoria dal novero dei destinatari del bonus per chi ha combattuto in prima linea contro la pandemia.

«Crede veramente che solo lei sa fare il medico e mettere i punti?» In questo modo gli aveva replicato, evidentemente risentito, Baldassarre, che aveva ricordato anche i medici di base morti a causa del covid. Appunto a cui Leone aveva contro-replicato sottolineando che quelle morti erano avvenute tutte al Nord.

«Il vittimismo è un conto, farsi un’esame di coscienza è un altro». Così ancora l’affondo dell’assessore, che poi aveva concluso dichiarando che «questo tema lo discuteremo all’interno del nostro Ordine, sulla nostra etica».

Di tutt’altro avviso, ovviamente, Baldassarre, che anche nella nota diffusa ieri è tornato a difendere i colleghi, e ad attribuire «a tutto il personale medico, compreso quello che ha operato nei nostri piccoli centri, lontani dai grandi nosocomi regionali» il merito dei dati che vedono la Basilicata tra le regioni con i tassi più bassi di diffusione del virus e mortalità.

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