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La Pinacoteca Camillo d'Errico a Palazzo San Gervasio (PZ)

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Tempo di lettura 3 Minuti

Da Palazzo d’Errico, con la sua collezione privata più prestigiosa del Sud, al Mig di Castronuovo di Sant’Andrea, che in appena un lustro s’è ritagliato uno spazio da protagonista nei consumi culturali su scala nazionale

POTENZA – Senza per forza scomodare la vexata quaestio dei collegamenti ferroviari per la futura Capitale della cultura, la storia di “Giuliana” – LEGGI LA STORIA DELLA BALENOTTERA E L’APPELLO A RESTAURARLA ENTRO IL 2019 – pone sul tavolo il paradosso di una città unica al mondo ma che sembra pronta ad accogliere i turisti più dal punto di vista “logistico” che dell’offerta di contenuti culturali dovutamente valorizzati.

È di pochi giorni fa il dibattito sull’assenza di teatri a Matera, e anche le biblioteche non sono mese benissimo. Il rischio è che dietro i lustrini del capodanno tv e i selfie con i Sassi sullo sfondo, i luoghi deputati alla fruizione del patrimonio storico, archeologico e architettonico locale non siano adeguati alla sfida.

È la regione bifronte che invoca una pianificazione adeguata per un evento da declinare come «Basilicata 2019» e non solo «Matera 2019». E proprio in questa piccola rete di eccellenze – spesso ignote agli stessi lucani, come crediamo possa essere accaduto per la balenottera dei record, almeno fino a ieri – si segnalano però due poli museali che negli ultimi mesi si stanno imponendo per la loro qualità e caratura nazionale. Senza voler farne una questione di campanile, si trovano entrambi in provincia di Potenza: da un lato la pinacoteca di Palazzo d’Errico (a Palazzo San Gervasio) dall’altro il Mig – Museo Internazionale della Grafica (a Castronuovo di Sant’Andrea).

La pinacoteca-biblioteca intitolata a Camillo d’Errico viene considerata la più importante raccolta d’arte privata del Mezzogiorno: l’intera collezione così come fu lasciata alla morte del cavalier d’Errico consisteva in 298 quadri (la Scuola napoletana quella più rappresentata), 3 cartelle contenenti 500 stampe, 9 piatti di porcellana decorati e figurati, 12 quadretti di vetro con figurette di tipo francese, fotografie e mappe, 4.290 volumi antichi. Un grande “sponsor” del tesoro di«don Camillo» è Vittorio Sgarbi, il critico d’arte al momento più influente d’Italia, che ne ha cantato le lodi anche a Milano in occasione dell’Expo: in altri incontri ha illustrato, anche in Basilicata, i pezzi più pregiati della collezione, evidenziando proprio la centralità dei poli museali sulla carta “minori”.

In appena un lustro (è stato infatti inaugurato il 20 agosto 2011), dal canto suo, il Mig e la rinnovata biblioteca comunale “Alessandro Appella” coi suoi oltre 30.000 volumi, hanno assunto un respiro che va ben oltre i 24 Comuni del Parco del Pollino: da ultimo, la mostra su «Hans Arp e Alberto Viani – L’opera grafica di due grandi artisti del ‘900» inaugurata lo scorso 18 giugno ha attratto visitatori da tutta Italia e oltre, conquistando segnalazioni e recensioni sia nelle riviste di settore che nelle testate generaliste più diffuse d’Italia. Si tratta di un «lavoro di informazione» e sensibilizzazione «iniziato – dicono dal museo del Potentino – con la Storia della grafica europea e proseguito con le personali di Degas, Renoir, Bonnard, Matisse, Bernard, Mirò, Dufy, Picasso, Calder, Ben Shann, Pechstein, Zadkine, Marcoussis, Assadour, Henri Goetz, Gentilini, Strazza, Accardi, Ciarrocchi, Consagra, Melotti». L’atelier “Guido Strazza” e il Museo Internazionale del Presepio “Vanni Scheiwiller” completano l’offerta che di qui al 2019 non potrà che rafforzarsi: per dimostrare, se mai ve ne fosse bisogno, quanto si possa fare cultura a tutti i livelli e in tutti gli angoli della Basilicata.

 

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